Grandi opere, Sos ricorsi “Al Tar chi perde paga”
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fonte:
- Corriere del Veneto
Regione Veneto, bocciando così tutti i ricorsi, compreso quello del principe e di Italia Nostra. Ma questo è solo uno delle decine di casi che il Tar ha esaminato in questi anni e che riguardano le grandi opere, dall’A31 al Mose, dal Dal Molin alla Pedemontana fino all’ospedale di Thiene-Schio. Opere nelle quali la Regione figura sempre fra le controparti dei ricorrenti (insieme ai vari ministeri e talvolta alla Presidenza del Consiglio), e rispetto alle quali un solo caso è andato a buon fine: Pedemontana, vittoria del consorzio Sis che si è aggiudicata i lavori scalzando Impregilo davanti al Consiglio di Stato. Un caso su 35, suddivisi così: Valdastico Sud 10, Mose 9, Pedemontana 13, Dal Molin 2, ospedale Thiene-Schio 1. Ricorsi risultati di fatto inefficaci e, se il testo diventerà legge, d’ora innanzi diventeranno anche molto costosi nel caso in cui vengano giudicati «manifestamente infondati », come recita la proposta 2271 che è intervenuta a modificare la legge 8 luglio 1986. La norma disciplina la responsabilità processuale delle associazioni di natura ambientale «ma che si estende a tutti coloro i quali, siano essi ditte o privati cittadini, faranno ricorso alla giustizia ammini– strativa », ha ricordato ieri l’onorevole Michele Scandroglio, primo firmatario della legge. A perdere saranno soprattutto le associazioni che, nel caso veneto, sono intervenute decine di volte. Come nel caso del Mose, dove il Wwf ha presentato tre ricorsi, il Codacons e Italia Nostra uno. Tutti con esito negativo. L’ultimo è del 29 ottobre dello scorso anno a firma Wwf: no al blocco dei cantieri e nessuna rivalutazione di impatto ambientale. Fra le opere che hanno subito un periodo di sospensione anche il Dal Molin, la base Usa in provincia di Vicenza contro la quale si sono schierati Codacons e Legambiente. Il 20 novembre 2008 il Tar del Veneto ha rigettato la sospensiva precedentemente concessa al Condacons. Stesso esito l’11 marzo scorso per Legambiente. Sulla Pedemontana le sconfitte hanno riguardato 3 ditte private e 10 Comuni sul cui territorio è previsto il passaggio della futura arteria. L’ospedale di Thiene- Schio ha invece dovuto fare i conti con il Comune di Schio che alla fine ha però perso il ricorso il 10 maggio 2007. Sul piede di guerra, naturalmente, le associazioni: «A questo punto possono permettersi tutte le devastazioni possibili, e impunemente. E’ una legge che mette un limite inaccettabile al diritto di critica da parte dei cittadini », ha concluso Giovanna Dalla Pozza Peruffo, presidente della sezione di Vicenza di Italia Nostra, l’associazione che si è schierata contro la Valdastico Sud.
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