12 Dicembre 2012

Grandi navi, le inchieste sono tre La Procura chiede carte al Porto

Grandi navi, le inchieste sono tre La Procura chiede carte al Porto

 

 

VENEZIA – Non una, ma tre inchieste. Tutte concentrate sulle grandi navi in laguna. Un paio di settimane fa il pool di magistrati che si occupano di reati ambientali (Giorgio Gava, Francesca Crupi e Angela Masiello) e il procuratore aggiunto Carlo Mastelloni si sono riuniti per fare il punto sul tema delle navi da crociera. E ora le indagini sono diventate tre, sulla base di diversi esposti: una, quella principale nata dai comitati ambientalisti, riguarda l’ inquinamento provocato dagli scarichi dei camini; una seconda riguarda il danneggiamento delle rive a causa del moto ondoso; la terza, nata da un esposto del Codacons, riguarda la mancata applicazione del decreto Clini-Passera, che aveva previsto lo stop delle navi sopra le 40 mila tonnellate a partire da una soluzione alternativa che però è ancora ben lontana. Il tema è sempre «caldo», anche se ora la stagione estiva è finita da un pezzo. Però il procuratore aggiunto Mastelloni vuole andare a fondo e ha affidato al pm Gava tutti e tre i fascicoli. Lo stesso magistrato, cinque anni fa, aveva indagato sulle navi da crociera, ma aveva archiviato il fascicolo: da un lato aveva ritenuto che il danneggiamento non potesse comunque essere doloso, l’ unica fattispecie prevista dal codice penale (non esiste invece quello colposo), dall’ altro, sulla base di uno studio commissionato dalla stessa Autorità portuale, aveva ritenuto che l’ impatto sull’ inquinamento delle grandi navi fosse residuale rispetto ad altre fonti presenti sul territorio veneziano e a tutti ben note, in primis gli scarichi delle auto (vedi tangenziale) e le industrie di Porto Marghera. Ora però la Procura sarebbe intenzionata ad aggiornare quello studio, anche sulla base della considerazione che negli ultimi anni le navi sono aumentate. Proprio per questo il pm Gava avrebbe chiesto all’ Autorità portuale l’ elenco delle navi arrivate al terminal passeggeri negli ultimi quattro anni, per valutare la differenza. Se, com’ è evidente, le navi fossero aumentate di molto (si è sempre parlato di incrementi annuali in doppia cifra percentuale), i pm potrebbero disporre un aggiornamento degli studi, anche se proprio di recente sul punto c’ è stato un piccolo «screzio» tra Arpav e Usl 12: l’ agenzia regionale aveva infatti affermato che solo biossido di azoto e Pm10 superavano il limite di legge, ma sostanzialmente «assolveva» le navi, mentre l’ Usl 12 ha criticato le modalità di rilevazione. Proprio ieri, dopo che lunedì alla Fincantieri era stata festeggiata la nuova commessa di Costa Crociere (la Costa Diadema), il Comitato No Grandi navi è tornato all’ attacco della «dissennata corsa al gigantismo». «In laguna devono entrare solo navi compatibili con la sicurezza della città», dicono. @BORDERO: #GBERTASI %@%Ieri il Porto ha inoltre incassato un altro brutto colpo, visto che la commissione Urbanistica di Ca’ Farsetti ha bocciato tutte le sue osservazioni al Pat, così come la richiesta di Enac e Save di inserire il masterplan con la seconda pista. I consiglieri hanno detto «no» alla richiesta del Porto di dotarsi di più infrastrutture in vista dello sviluppo della logistica. Sono però le grandi navi alla Marittima il punto più spinoso: per il Comune devono andarsene, per l’ Autorità invece la loro presenza non sarebbe incompatibile con Venezia.

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