Grandi navi, la corporazione dei piloti “La Carnival era a 72 metri da riva”
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fonte:
- Corriere del Veneto
Il governo: assoluto e immediato divieto di transito nel canale della Giudecca. Esposto del Codacons
VENEZIA – I “pochi metri” di distanza che avrebbero separato sabato il passaggio della nave da crociera Carnival ‘Sunshinè dal molo di Riva Sette Martiri a Venezia “sono in verità 72” dichiarano i piloti del porto di Venezia. “La Corporazione Piloti Estuario Veneto in totale sintonia con quanto dichiarato dall’ Autorità marittima e dalla società Carnival – afferma una loro nota – evidenzia che i pochi metri indicati dal testimone sono in verità 72, e che lo sfioramento del vaporetto Actv in realtà non è altro che un transito in totale sicurezza effettuato nel rispetto delle norme di transito”. I piloti se la prendono perfino con l’ approssimazione che i testimoni e i media hanno usato per indicare come il punto di maggior vicinanza nella manovra della Canrival fosse a “a pochi passi da piazza San Marco”, sottolineando che Riva Sette Martiri e l’ area marciana sono separate da circa un chilometro. LE REAZIONI “Ancora una volta suona un campanello d’ allarme che impone lo stop alle grandi navi a Venezia”. Lo dice il sottosegretario ai beni culturali Ilaria Borletti Buitoni (Scelta Civica), che interviene sulla polemica. Sul tema, fa notare il sottosegretario, “è necessario, subito, un confronto che sancisca l’ assoluto e immediato divieto di transito nel Canale della Giudecca e l’ eventuale analisi di soluzioni alternative”. Parla di “aberrante normalità” l’ assessore all’ ambiente del Comune di Venezia Gianfranco Bettin . “Tutto il mondo – afferma Bettin – ha visto le immagini della reale distanza (cioè dell’ estrema vicinanza) della Carnival Sunshine da Riva Sette Martiri, al di là della percezione di chi la osservava da terra”. “Il mondo intero sta discutendo, con preoccupazione, del rischio corso da Venezia, le cui rive sono state miracolosamente solo sfiorate da un gigante del mare. Eppure c’ è chi, ancora, fa finta di non vedere. O, peggio, nega la realtà”. Lo afferma in una nota il consigliere comunale di Venezia Beppe Caccia (lista In Comune) L’ ESPOSTO Il Codacons presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia sul caso del passaggio ravvicinato. “Chiederemo alla Procura – spiega il presidente Carlo Rienzi – di accertare i fatti denunciati, aprendo una indagine per attentato alla sicurezza dei trasporti e pericolo di naufragio, e di accertare le responsabilità non solo della Carnival, ma anche della Capitaneria di Porto”. Rienzi ricorda che “non è la prima volta che il Codacons denuncia le navi da crociera che attraversano il bacino di San Marco e i pericoli insiti nel passaggio vicino alla riva di questi giganti dei mari”. “Una prassi che tuttavia – conclude Rienzi – sembra destinata a proseguire, senza alcun intervento da parte delle autorità competenti. Per questo chiederemo domani alla Procura di Venezia di disporre il sequestro di tutte quelle imbarcazioni da crociera che eseguiranno ‘inchini’ e passeranno a pochi metri dalla riva veneziana”. LA CAPITANERIA “I 70 metri di distanza dalla riva erano tali, se la nave fosse stata più vicina, anche a 40-30 metri si sarebbe arenata, perchè lì c’ è fondo sabbioso”. Lo riferisce all’ agenzia Ansa il comandante della Capitaneria di Porto di Venezia, Tiberio Piattelli, in merito alle polemiche sorte sul passaggio ravvicinato in riva Sette Martiri della “Carnival Sunshine”. La Capitaneria sentirà tuttavia anche la versione del pilota del vaporetto che nelle immagini scattate da un testimone pare essere sfiorato dalla poppa della nave. “Da quello che ci risulta è tutto il regola – ha aggiunto Piattelli – Il nostro sistema Ais, che monitora il traffico delle navi in transito, dava una distanza ancora maggiore dalla riva. Ma abbiamo preso il dato del router della nave stessa, che dava appunto 70 metri”. La compagnia crocieristica Carnival ribadisce – in una nota – che quelle di un presunto ‘inchino’ a Venezia da parte della Carnival Sunshine “sono accuse prive di fondamento”.
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