Grandi navi, j’ accuse del Tar: «Tanta inerzia e nuovi ricorsi»
-
fonte:
- Corriere del Veneto
VENEZIA La prossima settimana entrerà in porto a Venezia l’ ultima grande nave superiore alle 96 mila tonnellate. Da gennaio i colossi del mare saranno banditi, per l’ accordo siglato con le compagnie che hanno deciso di rispettare quel limite anche se è stato congelato dal Tar che ha sospeso l’ ordinanza della Capitaneria. Quattro ricorsi dell’ anno scorso (Comune, Vtp, aziende del Porto, Codacons, tutti per motivi diversi e opposti), uno di inizio 2014 (Ca’ Farsetti), altri due ricorsi di queste settimane (ambientalisti e Comune) e nove mesi di rinvio inutile. Si capisce perché ieri il presidente del Tar del Veneto Bruno Amoroso era infastidito e imbarazzato nell’ aprire l’ udienza sui ricorsi contro l’ ordinanza della Capitaneria di porto che nel dicembre 2012 ha introdotto i limiti, decisi dal governo. «Cosa facciamo? Andiamo avanti? Potrebbero contestarci di non aver valutato tutto, discutiamo tutti i ricorsi sulle navi insieme?». «A distanza di nove mesi non è cambiato nulla», ha detto il legale di Vtp Vittorio Domenichelli. E il presidente non si è trattenuto: «È questo che infastidisce, c’ è un’ inerzia notevole. Una via alternativa è stata individuata – ha aggiunto poi nel corso della discussione – ma è stata subito contestata e magari tra dieci giorni la blocchiamo». Sotto accusa è l’ impasse generale, con il Comitatone che l’ 8 agosto ha preso una decisione ma non definitiva e con i primi atti conseguenti già oggetto di ricorsi al Tar. Il giorno in cui è apparsa all’ albo la delibera del commissario Zappalorto che autorizza il ricorso è stato anche il giorno in cui il governatore del Friuli Debora Serracchiani ha annunciato l’ accordo con Trenitalia per collegare meglio Trieste con Venezia, per l’ arrivo nel 2015 di 33 navi della Costa trasferite dalla laguna per i limiti. Ieri gli avvocati hanno però voluto tenere distinti i ricorsi del 2013 e quelli nuovi e così, recalcitrante, il Tar ha accettato di proseguire e di arrivare a sentenza sulla prima delle tre azioni legali sulle grandi navi in laguna. «Cercheremo di essere veloci nell’ arrivare a sentenza», ha detto il presidente dopo quasi due ore di discussione. Nel merito dell’ ordinanza contestata, ieri, per una volta, Vtp e Comune si sono trovati d’ accordo: la Capitaneria di porto non avrebbe l’ autorità per intervenire con limiti a passaggi e stazza. I motivi sono tuttavia diversi. «La tutela della laguna è l’ obiettivo, non la mitigazione dell’ impatto coma dice la Capitanerie», ha spiegato Antonio Iannotta dell’ avvocatura civica. Per Domenichelli invece il problema ha altre dimensioni. «Con che criterio si sono scelti i limiti? – ha domandato – Il provvedimento non parla di rischi o pericoli ma di una ragione estetica». Ma l’ apprezzare o meno la vista di una grande nave in bacino di San Marco non sarebbe una motivazione scientifica per il divieto di transito. Inoltre, il 60 per cento dei crocieristi, ha sottolineato Domenichelli, arriva su navi che sulla carta dal 2015 sono bandite a Venezia, per non perderli aumenterà il traffico di mezzi più piccoli e inquinanti perché vecchi. «Devono essere le amministrazioni preposte ad intervenire – ha concluso – è troppo comodo fare come il precedente governo che ha dato alla Capitaneria competenze che non ha». In difesa dell’ ordinanza Stefano Maria Cerillo dell’ avvocatura di Stato. «I limiti sono transitori in attesa di una soluzione definitiva – ha spiegato – mitigano la situazione». Gloria Bertasi.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Tags: Bruno Amoroso, Capitaneria, Grandi navi, Tar del Veneto, venezia
