12 Dicembre 2012

Grandi navi, il pm chiede al Porto i dati sui transiti

Grandi navi, il pm chiede al Porto i dati sui transiti

 

 

«Siamo felici che la Fincantieri costruisca la “Costa Diadema”, ma continua il gigantismo delle compagnie, che tanti danni e rischi sta creando». Il Comitato No grandi navi chiede «almeno la riduzione di zolfo nei carburanti: il Parlamento europeo valuta 30 mila morti l’ anno per emissioni navali in Europa, quando il diesel auto è 3500 volte più pulito». Il comitato contesta «la logica dell’ Ilva di Taranto, che baratta il lavoro con la morte: portare le navi a Porto Marghera, come vuole il sindaco, manterrebbe tutte le criticità in laguna». LIDO VolaVenezia, la società che sta ricreando la scuola di volo all’ aeroporto Nicelli, potrebbe chiudere già la prossima settimana la trattativa per l’ acquisto del nuovo velivolo destinato all’ addestramento dei piloti. Si tratta di un Cessna 152, il modello più diffuso per le scuole di volo, che verrebbe acquistato usato in Ungheria in un piccolo aeroporto a nord della capitale Budapest. Sarebbe questo lo step definitivo per il via, a tre anni dalla chiusura dello storico aeroclub Ancillotto finito in liquidazione a causa della pesante posizione debitoria. Intanto, sono già quattro gli aspiranti allievi piloti che si sono iscritti, e che a gennaio si sottoporranno alle visite mediche di rito a Milano per ottenere l’ idoneità al volo. Per metà febbraio, invece, dovrebbero partire i primi corsi con la nuova gestione della scuola affidata a Mario Nason e Claudio Pugliese. Il Nicelli è sempre stato conosciuto come un aeroporto sul quale si sono formati grandi piloti. Moltissimi, nei decenni scorsi, sono poi finiti a comandare velivoli per le compagnie di linea più prestigiose sia in Italia che all’ estero. La chiusura dell’ aeroclub ha fermato per tre anni la scuola, che ora ha trovato nuova linfa e idee in VolaVenezia, che intende rilanciare l’ attività con il 2013. (s.b.) di Roberta De Rossi wVENEZIA Avere tutti i dati relativi all’ andamento del traffico passeggeri negli ultimi quattro anni. È la richiesta che ha avanzato all’ Autorità Portuale la Procura della Repubblica, nell’ ambito dell’ indagine – per ora solo in fase di valutazione – avviata dopo l’ esposto presentato dal Comitato No Grandi Navi, sull’ impatto dei fumi di scarico sulla salute e gli effetti sulle fondamenta del loro transito in piena città. La Procura sta valutando se vi siano gli estremi per una nuova consulenza tecnica, dopo quella effettuata 4 anni fa – nell’ ambito di un’ inchiesta del pm Gava – e che aveva concluso per l’ assenza di rischi per la salute pubblica: una consulenza di questo tipo costa, e prima di dare un nuovo incarico, la Procura vuole verificare se le condizioni siano cambiate negli ultimi anni. Intanto, nei giorni scorsi c’ è stato un vertice dei magistrati competenti per i reati ambientali, presieduto dal procuratore aggiunto Carlo Mastelloni. In realtà, un dato meramente numerico potrebbe non essere indicativo: il numero complessivo degli ormeggi è calato, passando dai 1414 del 2008 ai 1398 del 2011. Al netto aumento degli scali croceristici (cresciuti da 535 a 654) è corrisposto un calo di traghetti (da 417 a 341 l’ anno scorso) e aliscafi (da 462 a 403): ma le navi si sono fatte – al contempo – sempre più grandi. Al momento, la Procura così sta valutando se sussistano i presupposti per indagare, seguendo due possibili ipotesi di reato: getto pericoloso di cose (articolo 674 del codice penale) e rifiuto di atti di ufficio (articolo 328). Tre i fascicoli aperti al momento: per emissione di fumi, possibili danni da moto ondoso e uno su un esposto del Codacons sulla presunta illegittimità del decreto Clini-Passera di primavera, che ha derogato per la sola laguna di Venezia il limite al transito alle navi superiori alle 44 mila tonnellate, ritenute dal governo incompatibili con i siti di tutela ambientale. Quattro anni fa, il Porto presentò i risultati tranquillizzanti di un’ indagine condotta da Ca’ Foscari su impatto acustico, vibrazioni, moto ondoso ed emissioni di fumo. La testimonianza della Capitaneria – che confermò la legittimità dei transiti – e la consulenza tecnica, fecero archiviare l’ inchiesta. Ora la Procura sta valutando se vi siano o meno gli estremi per poter andare oltre e sta acquisendo anche i risultati dell’ ultima indagine Arpav effettuata per conto del Comune e che ha concluso che a San Basilio c’ è un inquinamento atmosferico pari a quello di una zona ad alto traffico, come la Tangenziale: indagine che secondo l’ Asl 12 – in una nota all’ assessorato all’ Ambiente – non sarebbe però indicativa, perché limitata nel tempo (5 settimane, contro un anno) e nei punti di prelievo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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