3 Luglio 2002

Grande sete, Sos alla Procura

Contestato il mancato rispetto dei contratti di fornitura: «I contatori sono attivati dalla pressione dell?aria»

Grande sete, Sos alla Procura

Tivoli, rubinetti a secco nei quartieri alti: esposto contro il Comune




Tivoli, la guerra dell`acqua arriva in Procura. Oltre cento cittadini dei quartieri colpiti dall`emergenza idrica hanno firmato un esposto che ieri mattina è stato consegnato ai magistrati del Tribunale di Tivoli. Obiettivo: ravvisare se esistano termini di reato nei confronti dell`amministrazione, “colpevole“ , si legge nell`esposto «di non rispettare il contratto di fornitura idrica e di non attivare giornalmente il servizio di autobotti». Ma c`è di più: secondo quanto scritto nella denuncia «ogni qualvolta viene tolto e ristabilito il flusso idrico, l`aria presente nelle tubature fa girare in maniera vorticosa i contatori addetti alla misurazione del consumo». «In poche parole – dice Pietro Bianchi – viene fatturata aria. Abbiamo dei filmati di prova, che a richiesta della Procura verranno esibiti».

Intanto per gli abitanti dei quartieri alti della città, che insieme alla zona delle Piagge e dell`Arci sono allacciati all`acquedotto comunale Ronci, ora a secco, una prima “rivolta silenziosa “ c`è già stata. Da ottobre soffrono per l`emergenza idrica: l?acqua in alcune case è stata erogata solo per due ore a notte ed in pochissimi hanno pagato le bollette recapitate nei giorni scorsi. Il motivo è semplice: gli utenti hanno sottoscritto un contratto per la fornitura giornaliera che di fatto non è stato rispettato.

«Sono accuse infondate – commenta il sindaco di Tivoli Marco Vincenzi – anche perché nel quartiere Braschi il problema dell`acqua è vecchio di anni, e non è dovuto certo a questa amministrazione. L`emergenza idrica è comune in tutta Italia, e quest`anno per la prima volta dal 1961 l`acquedotto Ronci è completamente a secco. Il comune, da subito ha attivato un servizio tampone, con la fornitura continua e su richiesta del servizio autobotti, mentre già da ieri è stato attivato il servizio giornaliero di circa 10 mila litri di acqua potabile certificata nel bottino a monte e l`acqua arriverà direttamente in tutta le case. Ed abbiamo attuato anche dei provvedimenti a lungo termine che saranno operativi entro pochi mesi: il raddoppio delle condutture “incriminate“ e soprattutto l`adesione alla gestione diretta dell`Acea attraverso il programma Ato 2 dell`intero acquedotto comunale». Tra i firmatari dell`esposto non c`è il presidente del comitato Braschi, Michele Castelmani: «Il problema dell`acqua è nato con il quartiere ed attendiamo che vengano realizzate le promesse. Stiamo vagliando con alcuni legali tutte le possibilità, ci siamo rivolti al Codacons. Chiediamo che gli interventi tengano conto dell`aumento della popolazione: in trent`anni a Braschi i residenti da poche migliaia sono arrivati a tredicimila. Non è possibile che il comune continui a rilasciare licenze edilizie senza tenere conto dei servizi che è in grado di offrire». «Inoltre – continua – avevamo programmato un incontro con tutta l`amministrazione, compresi i consiglieri. Sabato 29 all`incontro sono venuti solo in due con l`assessore competente, il vicesindaco ed il dirigente del settore»

L?`assessore ai servizi Maria Vittoria Pepe punta il dito contro gli sprechi: «Dal prossimo anno scolastico – annuncia – verranno istituiti dei corsi in tutte le scuole mirati all`educazione per il consumo dell`acqua».

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