23 Gennaio 2010

Grande Fratello, la bestemmia di Massimo divide le associazioni.

Lunedì la decisione ma l’ espulsione potrebbe essere evitata.

Massimo Scattarella , di professione bodyguard, concorrente del Grande Fratello ( voto: 6 ), è nel mirino di alcune associazioni e molti spettatori per un’ espressione che chiama in causa Cristo , sfuggitagli durante una conversazione con Veronica Ciardi . Si tratta di bestemmia in senso tecnico? C’ è chi sostiene di no, tanto più considerando che la frase "colorita" e sicuramente di cattivo gusto è spesso utilizzata come "modo di dire" a Bari. Va, però, ricordato che in passato molti non l’ hanno passata liscia. Nel 2004, quando il concorrente toscano Guido Genovesi si rese protagonista del primo episodio di bestemmia in diretta nel reality show, il GF lo espulse immediatamente dalla Casa. Stessa sorte toccò nel 2008 a Mirko Sozio , concorrente di Isernia, il quale il 7 aprile disse una bestemmia in diretta tv. Un anno fa, nella nona edizione del GF , molti spettatori segnalarono una bestemmia pronunciata da Marcello Torre Calabria . Il fornaio bestemmiò in diretta ma la produzione fece finta di nulla, perché l’ espressione "incriminata" era molto simile a un modo di dire bergamasco. In altri reality sono stati puniti con la squalifica Roberto Da Crema , detto Baffo , a La fattoria del 2004, Francesco Baccini a Music Farm del 2005, Massimo Ceccherini a L’ isola dei famosi del 2006. In questa edizione del GF sempre Massimo Scattarella (era ottobre) è stato protagonista di un episodio simile a quello avvenuto nelle ultime ore. Parlando con Maicol Berti avrebbe bestemmiato. Ma il Grande Fratello ha lasciato correre e non ha preso alcun provvedimento perché "era una mezza bestemmia". Sull’ ultimo episodio si deciderà lunedì ma, secondo Il Corriere della Sera , Massimo potrebbe essere salvato perchè, a differenza dei casi precedenti, non c’ era la volontà di offendere Dio: così dicono dal GF . "Come per i precedenti casi registrati nelle altre edizioni del GF , chiediamo a Canale 5 di prendere provvedimenti nei confronti del concorrente – afferma il presidente del Codacons , Carlo Rienzi – considerato che la frase pronunciata (che più che una classica bestemmia sembra una generica blasfemia) ha potuto urtare la sensibilità di molti telespettatori che in massa si stanno rivolgendo alla nostra associazione. Resta il fatto che da questi reality show emerge sempre più un linguaggio scurrile e volgare, che oramai viene ampiamente tollerato dagli autori dei vari programmi, ma che rappresenta un imbarbarimento della nostra tv e un modello altamente diseducativo per i giovani". Elisabetta Scala , responsabile Osservatorio Media del Moige dichiara: "Nulla si sta facendo per quella che potremmo definire pornografia verbale. Sono sempre più numerose le trasmissioni in cui il linguaggio non è adatto al passaggio in fascia protetta e in particolare, ancora una volta segnaliamo l’ indecenza del Grande Fratello . Nel reality, infatti, ormai i termini volgari e rasenti l’ oscenità sono una quotidianità che si è aggravata ancora di più con una bestemmia pronunciata da un concorrente di cui chiediamo l’ immediata espulsione". Conclude Elisabetta Scala: "Auspichiamo che vengano presi dei provvedimenti in tal senso poiché non è più accettabile che anche in piena fascia protetta vengano costantemente violati i diritti dei minori, la cui tutela va posta in primo piano, al di sopra di auditel e simili". Diversa la posizione dell’ Aduc : "Invitiamo questi bigotti, nella loro azione moralizzatrice, ad aprire meglio orecchie e occhi e ascoltare tutte le parolacce che vengono pronunciate in televisione, in fasce protette e no e, per essere coerenti, a richiedere, per esempio, che Vittorio Sgarbi non sia più invitato in televisione cosi come tanti altri personaggi pagati fior di quattrini per essere lì e parlare, anche in quel modo colorito. Da parte nostra vogliamo solo ricordare che la Cassazione, chiamata a suo tempo da alcuni compagni di Moige e Codacons per mettere un bavaglio ai nostri forum in Internet in cui alcuni esprimevano le proprie opinioni anche con bestemmie, ha dato ragione a noi, dissequestrando ciò che i giudici di prima istanza avevano invece posto sotto sequestro. Noi non siamo fan della tv urlata e degli urlatori che si esprimono in modo volgare. Ma una cosa è la nostra sensibilità e il nostro giudizio, altro è la libertà di espressione, che è tale sempre e senza deroghe".

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