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9 Febbraio 2019

Grande Fratello di cittadinanza Così lo Stato ti entra in tasca

Carlantonio Solimene c.solimene@iltempo.it Controllare le spese dei percettori del reddito di cittadinanza, permettere che i loro certificati Isee siano trattati dai Caf e, in ultimo, «regalare» a terzi i dati dei destinatari del sussidio attraverso la piattaforma on line messa a punto dal ministero del Lavoro, costituisce un insieme di «rilevanti criticità» nella doverosa tutela della privacy. E il contenuto della durissima memoria depositata dal Garante per la protezione dei dati personali consegnata alla commissione Lavoro del Senato, dove in questi giorni sono in corso le audizioni delle varie categorie e degli enti in qualche modo interessati dal decreto legge che istituisce il reddito di cittadinanza. Una relazione che boccia in più parti ilprovvedimento bandiera del governo, suggerendo tuttavia anche come superare alcune delle criticità rilevate. Solo alcuni giorni fa Il Tempo aveva raccolto l’ allarme lanciato dall’ esperto di sicurezza informatica Matteo Flora, che aveva scoperto come attraverso l’ uso di alcuni plugin nella costruzione del sito internet destinato ai percettori del sussidio, i dati degli stessi sarebbero stati condivisi con Google e Microsoft, «concessionari» dei medesimi plugin. Una scelta, quella dei programmatori, paradossale per almeno un paio di motivi. Innanzitutto, per non aver segnalato espressamente il destino dei dati personali nell’ apposita informativa; in secondo luogo, perché i plugin «incriminati» non erano necessari alla creazione del portale. Nei giorni successivi nessuna smentita era arrivata dal governo, ma alcuni siti specializzati avevano sostenuto che l’ allarme lancia toda Flora fosse infondato. Stavolta, invece, è il Garante per la privacy in persona, Antonello Soro, a denunciare la violazione. «Si segnala – è scritto nella memoria depositata in Senato – che il sito rivela, già nel suo attuale stato di sviluppo, alcune carenze, in particolare, nell’ informativa sul trattamento dei dati e nelle modalità tecniche della sua implementazione (che, ad oggi, comportano un’ indebita e non trasparente trasmissione a terzi dei dati di navigazione, quali indirizzi IP e orario di connessione, da parte dei visita tori del medesimo sito)». All’ allarme sulla mancata trasparenza del portale, però, il Garante ne aggiunge altri ancora più preoccupanti. In primis, viene sottolineato come i dati in questione – riguardando stato di salute, condizioni economiche, eventualmente misure restrittive della libertà personali- siano particolarmente delicati, potendo esporre l’ interessato alla discriminazione. Inoltre, viene richiamato il Regolamento europeo sulla protezione dei dati, secondo il quale «le previsioni normative nazionali devono essere proporzionate alla finalità perseguita, rispettare l’ essenza del diritto alla privacy e prevedere misure specifiche e adeguate a tutela dei diritti, delle libertà e dei legittimi interessi delle persone coinvolte». E quanto avvenuto col reddito di cittadinanza? Non proprio. Innanzitutto il Garante sottolinea come nella legge non siano individuati con chiarezza i soggetti pubblici coinvolti «né fissati i criteri in base ai quali si possa ritenere di volta in volta giustificato, rispetto agli obiettivi perseguiti e in ottemperanza al principio di proporzionalità, l’ utilizzo di determinate categorie di informazioni». Entrando nel merito, le due piattaforme digitali alla base del programma del sussidio, presso l’ Anpal e il ministero del Lavoro, potranno condividere una serie di informazioni in precedenza «custodite» da Inps, anagrafe tributaria, Pra. Tutto questo, sottolinea il Garante, «in assenza di un’ adeguata cornice di riferimento che individui pertinenti regole di accesso selettive alle banche dati (…) nonché misure tecniche e organizzative volte a scongiurare rischi di accessi indebiti, utilizzi fraudolenti dei dati o di violazione dei sistemi informativi». Non solo condivisione poco sicura di dati sensibili. Ma anche rischio «Grande fratello». Lo denuncia il Garante al punto 3 della sua memoria, quando spiega come costituisca una gravissima violazione della privacy la possibilità per le varie amministrazioni di poter monitorare spese e comportamenti dei percettori del reddito di cittadinanza. «Le legittime esigenze di verifica di eventuali abusi e comportamenti fraudolenti si legge – si traducono in una sor veglianza su larga scala, continua e capillare, sugli utilizzatori della carta, determinando così un’ intrusione sproporzionata e ingiustificata su ogni aspetto della vita privata degli interessati». Infine vengono sottolineati i rischi di una condivisione di informazioni riservate, come quelle patrimoniali (presenti, ad esempio, nella certificazione Isee), con i sistemi informatici dei Caf, «non sempre adeguatamente protetti». La sintesi della bocciatura sta nel periodo in cui viene sottolineato come «il decreto legge contiene previsioni di portata generale, inidonee a definire con sufficiente chiarezza le modalità di svolgimento delle procedure di consultazione e verifica delle varie banche dati». La speranza espressa dall’ ente è che alcune criticità siano superate nell’ ambito di specifici provvedimenti attuativi – «attualmente non previsti»- e le altre già in sede di conversione. La bocciatura ha naturalmente galvanizzato le opposizioni. «Le norme sul Reddito di Cittadinanza sono un colabrodo per la privacy dei cittadini, stanno costruendo un mostro giuridico» scrive su Facebook il deputato del Pd Ubaldo Pagano. «Di qui a poco Di Maio e i suoi accoliti diranno, nella migliore delle ipotesi, che il Garante deve “stare tranquillo” o che è un incompetente. E il trattamento riservato a chiunque, a ogni latitudine della ragione, osi dire la verità a questo esecutivo di buoni a nulla» polemizza il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè. Il Codacons, invece, si è detto «pronto alla guerra legale e a chiedere in Tribunale il blocco dell’ intera procedura di erogazione del reddito di cittadinanza se non saranno sanate le gravi criticità riscontrate dal Garante della privacy».

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