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2 Agosto 2017

Il grande esodo a Linate e Malpensa bloccato dalla protesta dei lavoratori

il confronto tra i dipendenti del settore handling nel giorno più caldo per le partenze finisce sotto la lente del garante: “serve una verifica sul pieno rispetto delle norme”
ILARIA CARRA ISINDACATI la spiegano così, come un’ assemblea poi degenerata in astensione dal lavoro per la rabbia crescente dei lavoratori. E fatta nel giorno in cui la cooperativa contestata avrebbe dovuto iniziare a scaricare i bagagli sui voli Ryanair. Che ha coinciso, però, con il primo giorno di agosto e l’ inizio del grande esodo estivo. Migliaia di passeggeri inconsapevoli con la carta di imbarco pronti a partire per le vacanze l’ hanno subita come fosse uno sciopero selvaggio. Ora toccherà al Garante degli scioperi chiarire se quel che è accaduto ieri nei due scali milanesi abbia rappresentato una violazione della normativa sugli scioperi e, nel caso, stabilire le eventuali sanzioni; quel che è certo è che per due ore a Linate e per il doppio del tempo a Malpensa ieri mattina la mobilitazione dei lavoratori dei servizi di terra ha causati grandi disagi: code ai check-in, bagagli lasciati a terra e ritardi fino a un’ ora nelle partenze di almeno una sessantina di voli. La sorte peggiore è toccata proprio ai passeggeri della compagnia low cost irlandese, molti voli oltreché in ritardo sono partiti anche senza i bagagli dei viaggiatori, spediti poi con aerei successivi ma comunque un disagio. I primi voli erano programmati alle 6.30, ritardati. Le assemblee sindacali sono slittate da lunedì a ieri, comunicate alle varie aziende nei giorni scorsi, come sostengono i sindacati. E sono iniziate alle 5 del mattino. La contesa riguarda il subappalto da parte di una delle compagnie dei servizi di handling, la Ags, di una parte del lavoro a una cooperativa, la Alpina. A Linate la situazione è tornata alla normalità verso le 10, con una ventina di voli che hanno registrato ritardi di circa un’ ora. A Malpensa invece l’ astensione dal lavoro è durata il doppio, con quarantacinque voli che hanno avuto ritardi in media di trenta minuti. Il blocco ha subito allertato il Garante che ha aperto un procedimento sul caso. La prima mossa è stata la richiesta a tutti – Sea, il gestori degli scali, Enac e prefetti di Milano e Varese – di fornire la documentazione su quanto accaduto per chiarire se ci siano gli estremi per sanzionare sindacati o singoli. C’ è più che un sospetto da parte di Giuseppe Santoro Passarelli che qualche violazione ci sia stata e che la protesta possa essere uscita dai confini della legge diventando una sorta di sciopero bianco, senza la garanzia richiesta di un minimo di servizio. In tal caso il garante valuterà se comminare delle sanzioni che possono arrivare anche a 1.500 euro. I sindacati rivendicano la possibilità offerta dalla legge di riunirsi in assemblea. I lavoratori hanno difatti il diritto di svolgere delle assemblee per 12 ore all’ anno, come prevede la legge, previa comunicazione almeno 48 ore prima alle aziende. La richiesta dei sindacati, ieri, era però relativa a un paio d’ ore, secondo quanto risulta al garante, ma a Malpensa sono almeno raddoppiate. Peraltro dal 27 luglio è entrata in vigore la franchigia che vieta la proclamazione degli scioperi vista l’ alta concentrazione di viaggiatori. Lo ricorda il presidente di Enac, Vito Riggio, «è un periodo in cui non è ammesso scioperare o fare delle cose che somigliano a uno sciopero senza dichiararlo» definendo «inaccettabile» l’ agitazione. Lo sfogo dei passeggeri si è riversato sui social. E anche i consumatori sono intervenuti annunciando con il Codacons un esposto in procura e denunciando «una vera e proprio violenza nei confronti dei viaggiatori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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