11 Gennaio 2003

Grande corsa in Puglia per l`adeguamento degli edifici scolastici




Finalmente dopo anni di quasi totale inerzia burocratica, qualcosa si sta muovendo sul piano dell`edilizia scolastica. Stanno infatti procedendo in modo piuttosto regolare – tranne qualche inevitabile battuta d`arresto – i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza delle sedi scolastiche pugliesi. Circa il 70 per cento delle strutture, infatti, sono fatiscenti o inadeguate sul piano della sicurezza. Di qui la necessità di cantierizzare i lavori, anche sotto la spinta emotiva del terremoto del Molise, che dovranno essere conclusi entro la fine di quest`anno.
Insomma, all`italiana, dopo il crollo della scuola elementare di San Giuliano, i morti innocenti e l`inevitabile codicillo di polemiche, la macchina burocratica si è messa in moto. Meglio tardi che mai. Anche se sarà difficile colmare tutte le lacune accumulate in questi anni. I tempi di intervento sono ristrettissimi e le scuole da adeguare alla ormai famosa legge 626, sono centinaia. Uno sforzo oltre ogni limite per gli enti locali proprietari delle strutture scolastiche (Comune per le scuole elementari e medie, Provincia per le superiori) che dovranno anche preoccuparsi di reperire i fondi necessari per far fronte agli interventi. Difficilmente insomma – anche secondo il parere di alcuni sindacati – si riuscirà a portare a termine i lavori entro la fine dell`anno, anche in considerazione della difficile «convivenza» tra i cantieri e le esigenze didattiche.
Non solo. Il concetto di «inagibilità» è molto esteso: il pericolo si può nascondere anche dietro un impianto elettrico vecchio e fatiscente con cavi volanti e prese scoperte o nei laboratori e locali dove si manipolano sostanze infiammabili od esplosive. Una scuola inagibile è anche una scuola «affollata» che non consente di mettere in atto il piano di evacuazione (adottato per la verità in pochissimi istituti) in caso di improvvisa emergenza. Ancora: una scuola può essere definita inagibile anche se non ha le scale con la striscia abrasiva antiscivolo o è priva di scale esterne antincendio. Per non parlare di sedi scolastiche strutturalmente «deboli» con intonaci e tegole cadenti o gli infissi delle finestre eternamente usurati e arrugginiti. Insomma, maniglie antipanico e scale antincendio non bastano: il ventaglio degli adempimenti è lungo.
Non si tratta dunque soltanto di una mera questione strutturale, ma di una vera e propria mancanza di «cultura della prevenzione». Secondo quanto accertato attraverso continui sondaggi realizzati nelle scuole dal Codacons, che da anni si sta battendo, anche a colpi di denunce alla Procura, per la sicurezza nelle scuole, sono pochissimi i dirigenti scolastici che sanno come si «aziona» un estintore in caso di incendio. In molti istituti, inoltre, non esiste un responsabile del servizio di prevenzione e protezione (obbligatorio per legge), né un registro degli infortuni come previsto dalla carta dei servizi scolastici. Insomma, siamo in alto mare. Zero (o quasi) in sicurezza. La manutenzione fino ad ora è stata latitante ed adesso – anche secondo alcuni sindacati – sarà molto difficile, se non impossibile, recuperare il tempo perduto.
Insomma, il terremoto del Molise ha fatto inevitabilmente venire al pettine antichi nodi: gran parte delle scuole sono «fuorilegge» sotto il piano della sicurezza anche perché da anni l`edilizia scolastica è ferma. Gli enti pubblici hanno pensato di rispondere alla grande fame di aule facendo ricorso a strutture, come case dismesse o addirittura garage, che con l`uso scolastico hanno poco a che fare.
Ora, per fortuna, si sta registrando una inversione di tendenza, anche perché i controlli sono più pressanti e nessuno è più disposto a rischiare. I primi a rispondere, anche penalmente in caso di incidenti, sono i capi d`istituto il cui carico di responsabilità è aumentato da quando esercitano il ruolo di dirigenti scolastici. Le loro responsabilità sono equiparabili a quelle di un datore di lavoro. Di qui la necessità di entrare il più presto possibile in possesso della certificazione (vigili del fuoco, Asl, ecc.) che attesti l`avvenuto adeguamento delle scuole alla «626», che è la legge quadro di riferimento nella quale confluiscono tutte le precedenti norme in tema di edilizia scolastica. Con l`incolumità degli studenti non si può più scherzare.

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