16 Gennaio 2007

Grande affluenza nei negozi dopo un periodo difficile

Grande affluenza nei negozi dopo un periodo difficile, ma i saldi, secondo gli operatori del settore, non devono essere snaturati. Prezzi troppo alti negli altri periodi dell`anno? Assicurano di no. “Certo – spiega Daniela Ferroni – responsabile dell`omonimo negozio di moda in Prati – il successo di questi giorni può far riflettere, ma è proprio l`eccezionalità a determinare l`incremento delle vendite: non credo che i listini siano troppo onerosi, ma semplicemente che l`acquirente si è abituato a fare acquisti in periodi precisi dell`anno. E le disponibilità economiche, rispetto al passato, sono diminuite“. Anche ieri si sono ripetute le file davanti alle boutiques delle grandi firme, come Ferragamo, Gucci, Fendi, Escada. “La qualità ha un suo costo – spiegano dal negozio di largo Goldoni – e solo durante i saldi è possibile ribassare anche del 40, 50%. – Con costi ridotti in periodi limitati, i saldi restano un richiamo anche turistico“. E in effetti per l`intera giornata davanti alle vetrine di piazza di Spagna e via Condotti, romani e stranieri hanno pazientemente aspettato il proprio turno. “Vendite promozionali – commenta Roberto De Cesaris, responsabile di Chic, in via Nazionale – ci sono tutto l`anno, ma il saldo, inevitabilmente, attira di più“. Non manca chi vuol riflettere sul successo di questi giorni. “Si potrebbe ipotizzare un ritocco verso il basso dei listini – anticipa Daniele Cuppone, di Denise moda uomo in Prati – ma non è facile per le piccole attività contrastare, durante l`intera stagione, lo strapotere raggiunto da outlet e centri commerciali“. Più semplice la scelta di altri nomi noti ai giovani. “I prezzi vengono decisi a livello centrale – ricorda Daniela Di Rienzo, commessa di Benetton – Da noi le vendite sono costanti tutto l`anno“. Le associazioni di consumatori, invece, auspicano cambiamenti radicali. “La situazione di questi giorni – ribadisce Renato Bulgarelli, di Consumatori uniti – è la conferma che i saldi devono essere liberalizzati: solo così i commercianti torneranno ad aumentare le vendite e gli acquirenti a risparmiare“. Tema da sempre cavallo di battaglia anche del Codacons. “Ognuno è libero di applicare i listini che vuole – chiude Bulgarelli – ma poi i negozianti non si devono lamentare se nel resto dell`anno le vendite non sono positive“.

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