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23 Aprile 2014

Graduatoria pronta, con polemiche

Graduatoria pronta, con polemiche

È stata pubblicata, ieri, la graduatoria nazionale degli aspiranti studenti di medicina ed è bufera sull’ Ateneo barese. Sei candidati, che l’ 8 aprile hanno sostenuto la prova dei test d’ ingresso all’ Università di Bari, si sono piazzati tra i primi 100, esattamente al: terzo, quinto, venticinquesimo, quarantottesimo, quarantanovesimo e sessantunesimo posto. Lo scorso anno, tra i primi cento, non c’ era nessuno che avesse sostenuto la prova a Bari. Quindi? Posizionamenti sospetti, secondo l’ associazione studentesca Udu, cheforte di 500 adesione e di 1.800 segnalazioni riguardanti varie irregolarità – annuncia di essere pronta per una class action. Ma intanto, Codacons si è portata avanti: ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Bari chiedendo il sequestro di tutti i test svolti dagli studenti. E non basta. Sul sito dell’ associazione è aperta la campagna di adesione per un ricorso collettivo al Tar del Lazio che interessa tutti gli studenti che non hanno superato lo scoglio del test d’ ingresso, sia per Medicina che per Odontoiatria e Veterinaria. La polemica si è innescata all’ indomani della prova – sostenuta in tutti gli atenei l’ 8 aprile – a causa di un plico, contenente i quesiti, che la mattina fatidica risultava mancante dalla Facoltà di Economia, una delle sedi d’ esame. Da qui a chiudere il cerchio con l’ ipotesi che qualcuno abbia voluto favorire qualcun altro, il passo è stato breve. Come pure scontata la richiesta di annullamento della prova che, per il momento, non ha trovato sponda al Miur (Ministero dell’ Istruzione dell’ Università della Ricerca). «Appena uscite le graduatorie il primo dato anomalo è la presenza di sei studenti dell’ ateneo di Bari tra i primi 100 in graduatoria – afferma Gianluca Scuccimarra, coordinatore Unione degli Universitari – mentre lo scorso anno erano addirittura zero. Questo può essere o meno legato al caso, ma aumenta sicuramente la necessità di fare chiarezza su quanto successo con il plico scomparso». E già. Come non bastasse, a mettere benzina sul fuoco, si è aggiunta una foto, postata in rete, di una busta, con tanto di logo ministeriale, gettata nella spazzatura a Napoli. Ma il Miur ha escluso che possa essere uno dei plichi utilizzati per le prove. «Tutti i 5.500 plichi consegnati all’ Ateneo sono tornati al Cineca, il Consorzio interuniversitario che stampa, confeziona e valuta i test, – hanno precisato dal Miur – e tutti i plichi sono regolarmente tracciabili. In particolare al Cineca sono tornati 3.766 plichi utilizzati, 1.731 plichi non utilizzati, 3 plichi sostituiti. Tutte le prove d’ esame sono state corrette e dall’ analisi dei verbali d’ aula non sono emerse anomalie rispetto allo svolgimento dei quiz a Napoli. La busta trovata nella spazzatura è probabilmente una delle buste destinate a contenere il materiale “residuo”: secondo foglio per le risposte e fogli con i quesiti. Questo materiale non ha alcun valore ai fini della valutazione». Ma l’ Udu è pronta a dare battaglia: «Stiamo preparando un maxiricorso collettivo, che riguarda sia Bari sia le altre sedi in Italia. I ragazzi concorrono tutti insieme, 64mila persone in contemporanea in tutta Italia. Naturalmente se da una parte è scomparso un plico e qualcuno sapeva le risposte, tutti coloro che partecipano alla graduatoria risultano colpiti. Il ministero deve farsi immediatamente garante della situazione, prendere atto delle irregolarità avvenute e sospendere questi test falsati». «Bari è in linea con il dato nazionale e le dimensioni degli Atenei; e non credo che il dato grezzo possa essere rivelatore di anomalie o irregolarità dal punto di vista delle procedure». È quanto afferma il rettore dell’ Università di Bari, Antonio Uricchio, commentando le polemiche che si stanno susseguendo nelle ultime ore, a proposito della graduatoria dei test di ingresso alla facoltà di Medicina. A proposito del plico trovato aperto ha aggiunto: «Per ora non siamo in grado di dire se il plico sia stato sottratto a Bari o altrove; se durante il trasporto o la sosta. E soprattutto se sia stato utilizzato: nel senso che può essere stato sottratto per un mero sabotaggio senza poi essere usato per fini truffaldini».

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