5 Gennaio 2005

GOVERNO,BENE, CONSUMATORI CRITICI

(AGI) – Roma, 4 gen. – Con il 2% di dicembre l`inflazione media annua 2004 si ferma al 2,2%. Il dato, spiega l`Istat che ha fornito queste stime, si basa su un quadro generale di bassa crescita economica e sul continuo apprezzarsi dell`euro che hanno smorzato le pressioni inflazionistiche. Soddisfatta la reazione del governo: “L`inflazione e` ora sotto controllo – dice il viceministro alle attivita` produttive Adolfo Urso – ma non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia“. Ora la BCE deve “liberarsi del feticcio dell`inflazione che ha distolto gli interventi per la sempre piu` necessaria crescita e lo sviluppo“. Ottimista anche Guido Crosetto (Forza Italia), relatore alla finanziaria: “Il dato sull`inflazione, insieme alla tenuta dei conti pubblici, conferma piu` di mille parole i risultati della politica economica del governo“. Le associazioni di categoria rivendicano il contributo fornito al contenimento dell`inflazione. Per la Confederazione italiana degli agricoltori “a contenere l`inflazione ancora una volta ha contribuito l`agricoltura, i cui prodotti, in particolare frutta e verdura, hanno registrato nel corso dell`anno appena trascorso un andamento stagnante dei prezzi (-0,3%)“. La Confesercenti, per mezzo del suo presidente Marco Venturi, approfitta del dato Istat per dire basta alle accuse rivolte ai commercianti di alimentare l`inflazione.
Tutt`altra musica proviene da sindacati e associazioni dei consumatori. Per il segretario confederale della Cgil, Marigia Maulucci, “si consolida la tendenza al rialzo dell`inflazione espressa dai dati delle città campione e per giunta di questa tendenza il primo responsabile è il Governo stesso grazie allÂ?aumento dei tabacchi, misura determinante per sostenere la finanza pubblica e coprire il taglio delle tasse ai ricchi“. Il segretario generale dell`Ugl, Stefano Cetica, se la prende con il paniere usato dall`Istat per le rilevazioni: “Ancora una volta il paniere si dimostra inadeguato a rappresentare il reale andamento dell`inflazione in Italia“. Dello stesso parere Intesaconsumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc): “Occorre modificare e aggiornare in senso piu` compiuto le voci, i costi e i pesi adoperati nel paniere e migliorare l`accuratezza delle rilevazioni territoriali dei prezzi dei beni di largo consumo. Il 2,2% nel 2004 e` un dato sottostimato e contrasta con tutti gli aumenti che le famiglie italiane purtroppo conoscono“ , dato che dal 2002 ad ora “i prezzi dei beni di largo consumo hanno avuto in tutti i settori aumenti varianti dall`80% al 100%“.

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