13 luglio 2017

Il governo in cerca delle stampelle Il voto sui vaccini slitta di nuovo

 

 

Sarina BiraghiUna difesa strenua quella del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per il suo decreto sull’ obbligatorietà dei vaccini. Circa 300 emendamenti all’ esame dell’ Aula di Palazzo Madama dove alla fine non si è fatto ricorso al voto di fiducia per dare l’ ok al decreto sulle 10 prescrizioni obbligatorie (erano 12 inizialmente) per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni, necessarie per l’ iscrizione ad asili nido e scuola primaria. Un lungo dibattito con scontri politici incrociati, come alla fine squisitamente politico è questo decreto, certo non dettato da urgenza sanitaria.Chiaro il messaggio lanciato dal senatore Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega: «Anche oggi Forza Italia, il partito di Berlusconi si riduce a fare la stampella del governo. Sui vaccini la sponda a Renzi dei forzisti è servita. Risuona ancora l’ eco delle dichiarazioni sulla stampa dei progetti di possibili alternative al governo eppure, nei fatti, i berluscones votano sistematicamente a favore dei provvedimenti dell’ esecutivo Gentiloni. A noi gli inciuci non piacciono». Un attacco arrivato anche dal senatore di Ala Vincenzo D’ Anna che ancora una volta ha ribadito che «non ci sono politici pro e contro le vaccinazioni, ma persone che chiedono risposte su tanti dubbi. E comunque gli accordi politici si possono fare anche alla luce del sole visto che si parla si salute». «Se avessimo avuto un clima diverso, scientifico» ha detto il ministro Lorenzin «questo dibattito in Senato non sarebbe stato necessario e non avrebbe avuto questi toni. Sento dire che il Paese è diviso: il Paese non è diviso, lo dividiamo noi. Una piccola parte della popolazione è convinta che i vaccini facciano male. Una piccola parte che è molto rappresentata. E poi c’ è una fetta della popolazione che è confusa». Durante il dibattito infatti il ministro ha dichiarato che «la correlazione tra vaccino e autismo è una menzogna che ha avvelenato i pozzi».Sui vaccini, ha spiegato la Lorenzin, «non avevamo più la percezione del rischio. Fino al 1999 esisteva l’ obbligatorietà e nessuno la metteva in dubbio. Ora viene reinserita per la mancanza di politiche attive in tutti questi anni e nella popolazione è venuta meno la percezione del rischio». Poi ha attaccato i colleghi dicendo che «di fronte la scienza i politici dovrebbero farsi da parte e non ostacolare l’ istituzione scientifica».Intanto già in mattinata la Commissione Bilancio del Senato aveva respinto gli emendamenti al decreto vaccini che prevedevano la vaccinazione obbligatoria anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici in forza del parere negativo della Ragioneria dello Stato perché la misura sarebbe senza coperture finanziarie. «Parere contrario», sempre per «mancanza di copertura», anche per l’ emendamento che prevede la possibilità di somministrare le vaccinazioni in farmacia presentato da Forza Italia.«La motivazione dell’ assenza di copertura finanziaria non è giustificabile», aveva detto l’ assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. «Il governo è tenuto a trovare le risorse necessarie quando è in gioco la salute pubblica, così come fa Regione Lombardia. Già dal 2005 offriamo gratuitamente le somministrazioni vaccinali, oltre che ai pazienti a rischio per patologia, a tutti gli operatori sanitari dell’ area materno-infantile e malattie infettive, e al personale impiegato nelle scuole d’ infanzia primaria e secondaria di secondo grado e nelle collettività infantili».Alla fine Forza Italia, tra i promotori dell’ emendamento, si è smarcata da questa misura: «Sono contrario alla riproposizione di emendamenti non approvati», aveva infatti sostenuto il vicepresidente della Commissione Bilancio Andrea Mandelli (Fi).A proposito invece della mancata approvazione della vaccinazione obbligatoria per operatori sanitari Paola Binetti (Udc) ha ricordato il caso di un noto policlinico romano in cui vari neonati risultarono positivi alla Tbc finché si scoprì che la responsabilità era di una delle infermiere che non era stata sottoposta ai consueti test diagnostici. Allora scoppiò uno scandalo ma poi l’ indagine è stata chiusa con archiviazione. Comunque la Binetti ha annunciato «riproporremo certamente questo emendamento, con buona pace della commissione Bilancio, e speriamo che nel frattempo l’ opposizione dei genitori free-vax si sposti sul fronte della prevenzione ed esiga la vaccinazione di docenti e personale sanitario».Alla fine, tra emendamenti da rivedere e da accantonare, la battaglia è rinviata a oggi. Fino alle 12 ci sarà la discusisione degli emendamenti, mentre il voto con tutta probabilità slitterà a martedì prossimo. Fuori dall’ Aula, sempre ieri, hanno fatto il loro picchetto i genitori «free-vax» e il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha annunciato «una black list dei senatori che voteranno a favore del decreto vergogna della Lorenzin per chiedere agli italiani di ricordarsi di loro alle prossime elezioni e di non votarli».
sarina biraghi