10 Dicembre 2014

Gori, le maxibollette si potranno rateizzare e la Regione pensa a cinque sistemi idrici

Gori, le maxibollette si potranno rateizzare e la Regione pensa a cinque sistemi idrici

ANTONIO FERRARA UN PIANO di rateizzo a dieci anni. La Gori prepara la manovra per tamponare le proteste che hanno investito il soggetto gestore del servizio idrico dell’ Ato 3 dell’ area sarnese vesuviana. È una delle proposte che il cda della società partecipata dai 76 Comuni dell’ area e da Acea Spa porterà al tavolo tecnico tra Gori, Ente d’ ambito sarnese vesuviano e Autorità per l’ energia. «Al fine di non gravare troppo sull’ utenza – scrive la Gori – è stato deciso, inoltre, per la quota 2014 un ulteriore piano di rateizzo ad hoc a seconda della fascia di importo e della tipologia di utenza ». La decisione del tavolo è attesa entro Natale. La Gori ha bloccato fino al 28 dicembre il pagamento delle bollette per recuperare i primi 61 milioni dei 122 che prevede di incassare dagli adeguamenti tariffari relativi agli anni 2006-2011. Una richiesta che ha suscitato le proteste delle associazioni come Codacons e Unione consumatori e la rivolta della Rete dei sindaci. Tutto fermo. Anche perché dal primo gennaio cambia tutto: lo Sblocca Italia impone alle Regioni di varare le leggi di riordino del settore. E l’ assessore Giovanni Romamo, come anticipato ieri a Repubbli-ca, promette: «Siamo pronti per il 19 dicembre a portare il disegno di legge in commissione Ambiente, che prevede una sola autorità d’ ambito regionale, con 5 sistemi territoriali operativi che tengono conto non dei confini geografici ma dei bacini idrografici, consigestione derando che il ciclo delle acque è integrato perché va dalla sorgente alla depurazione. Bisogna ridare la parola ai sindaci». La giunta regionale pensa quindi ai quattro bacini di Volturno, Calore-Irpino, Sarno, Sele e alla città di Napoli, che per dimensione avrebbe una gestione a sé. «È lo stesso schema che abbiamo usato per la dei rifiuti – precisa Romano – per noi la gestione poteva restare plurale, ma lo Sblocca Italia parla di unicità e non di unitarietà ». Tradotto: Gori dovrebbe restare nell’ area sarnese vesuviana, idem Abc a Napoli, gli altri 230 gestori distribuiti nel territorio regionale dovranno accorparsi nel medio termine e divenire a loro volta soggetti unici. Un’ ipotesi che non piace al Comitato campano per l’ acqua pubblica che terrà un’ assemblea pubblica sabato all’ auditorium di Caivano. «Credo che lo Sblocca Italia – spiega l’ amministratore delegato di Gori, Claudio Cosentino – rappresenti finalmente l’ occasione per portare a termine la riforma avviata 20 anni fa con la legge Galli. Relativamente al principio di civiltà circa la necessità che i servizi idrici siano erogati a costi sostenibili per i consumi essenziali, l’ Ente d’ ambito ha già deliberato, per l’ anno 2014, che i primi 30.000 litri annui di acqua consumata abbiano un costo pari a zero per ciascun utente, così come previsto dall’ Autorità per l’ energia». Ma per il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto, «la vicenda delle bollette pazze è a dir poco incresciosa. Per mesi avevamo già segnalato i distacchi selvaggi effettuati in diversi Comuni dell’ Ato 3, sottolineando come ciò rappresentasse una grave violazione del diritto di ogni essere umano ad un bene comune come l’ acqua, ma quanto sta accadendo adesso supera ogni limite tollerabile». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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