3 Aprile 2014

Google Street View: le auto dovranno essere riconoscibili

    Google Street View: le auto dovranno essere riconoscibili

    I cittadini sapranno quando le vetture circolano nel loro quartiere

    L’Autorità
    Garante per la protezione dei dati personali il 3 aprile 2014 ha reso noto che
    la Società Google Inc ha pagato la somma di euro 1 milione, in adempimento
    dell’ordinanza ingiunzione del 18 dicembre 2013.
    Tale
    provvedimento era stato adottato all’esito di un’istruttoria conclusasi in data
    15 ottobre 2010.
    Questi
    i fatti contestati, come riassunti nel comunicato stampa del Garante del 25
    ottobre 2010:

    D’ora in poi i cittadini italiani saranno informati della presenza
    delle “Google cars”, i veicoli che circolano nelle città acquisendo immagini
    fotografiche di luoghi e persone poi pubblicate on line attraverso il servizio
    Street View. 

    Lo ha stabilito il Garante privacy con un provvedimento con il quale ha chiesto a Google di fornire ai
    cittadini dettagliate notizie sul passaggio delle auto, affinché possano
    decidere in piena libertà i propri comportamenti ed eventualmente scegliere di
    sottrarsi alla “cattura” delle immagini e allontanarsi dai luoghi ripresi.
    L’Autorità italiana è la prima in Europa ad aver adottato uno specifico
    provvedimento prescrittivo, che prevede anche sanzioni, nei confronti della
    società di Mountain View allo scopo di consentire ai cittadini una effettiva e
    tempestiva informazione.

    Le “Google cars” dovranno essere facilmente individuabili,
    attraverso cartelli o adesivi ben visibili, che indichino in modo inequivocabile
    che si stanno acquisendo immagini fotografiche per il servizio Street View. Alla
    società californiana è stato ordinato inoltre di pubblicare sul proprio sito
    web, tre giorni prima che inizino le riprese, le località visitate dalle vetture
    di Street View. Per le grandi città sarà necessario indicare i quartieri in cui
    circoleranno le vetture. Analogo avviso dovrà essere pubblicato da Google sulle
    pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso per mezzo di
    un’emittente radiofonica locale per ogni regione visitata.

    Del tutto insufficienti sono apparse infatti all’Autorità italiana
    le informazioni che ora Google fornisce ai cittadini, limitate alla sola
    pubblicazione sul sito della società dell’indicazione generica delle città in
    cui transitano le vetture alcune ore prima del loro passaggio e di un testo
    contenente informazioni incomplete.

    Nel dettare le sue misure, il Garante ha tenuto conto di numerose
    segnalazioni pervenute all’Autorità da cittadini che non desideravano comparire
    sulle fotografie pubblicate online e ha ritenuto che al trattamento di dati
    effettuato da Google Street View si debbano applicare le norme del Codice
    privacy, essendo tale servizio effettuato con strumenti (vetture, impianti
    fotografici ecc.) situati nel territorio italiano.

    Alla società californiana è stato anche imposto di nominare un
    proprio rappresentante sul territorio italiano al quale possano rivolgersi i
    cittadini per la tutela dei loro diritti.

    Ad ogni inosservanza delle prescrizioni del Garante scatterà una
    sanzione che può arrivare fino a centottantamila euro.

    Roma, 25 ottobre 2010″


    Nel provvedimento di dicembre 2013 si legge che:

    RILEVATO, pertanto, che Google, in
    qualità di titolare del trattamento, ha effettuato illecitamente il trattamento
    di dati personali degli interessati in quanto ha reso loro una informativa che,
    ai sensi del predetto art. 13, risulta non idonea;

    CONSIDERATE, altresì, le “peculiari caratteristiche
    delle fotografie scattate da Google Inc., che, oltre ad essere oggetto di
    diffusione online per un considerevole periodo di tempo, possono essere
    ingrandite per consentire all’utente una visualizzazione dettagliata delle
    stesse” nonché “le numerose segnalazioni pervenute a questa Autorità, relative
    proprio all’acquisizione di immagini da parte della società che, nel fotografare
    i luoghi, ha ripreso anche soggetti identificabili che non desideravano
    comparire sulle fotografie pubblicate online da Google” (cfr. citato
    provvedimento del Garante de 15 ottobre 2010);

    CONSIDERATO che, in ragione delle modalità con le quali
    è stato effettuato il trattamento di dati personali in esame, Google ha violato
    più volte la disposizione relativa all’informativa, di cui all’art. 13 del
    Codice, sanzionata dall’art. 161 del medesimo Codice, e che le predette
    violazioni sono state commesse con riferimento ai dati utilizzati dalla società
    nell’ambito della fornitura dei propri servizi e, in particolare, attraverso il
    servizio Street View, che, per le sue caratteristiche, rappresenta, ai sensi
    dell’art. 164-bis, comma 2, del Codice, una banca dati di particolari
    dimensioni;

    […]

    ORDINA

    a Google Inc., con sede in Mountain View, California
    94043-1351, Stati Uniti d’America, 1600 Amphitheatre Parkway, in persona del
    legale rappresentante pro tempore, di pagare la somma di euro 1.000.000 (un
    milione) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione del
    combinato disposto di cui agli artt. 13, 161 e 164-bis, comma 2, del Codice,
    come determinata in motivazione;

    INGIUNGE

    alla medesima società di pagare la somma di euro
    1.000.000 (un milione) secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni
    dalla notificazione del presente provvedimento, pena l’adozione dei conseguenti
    atti esecutivi a norma dall’art. 27 della legge n. 689/1981, prescrivendo che,
    entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa
    Autorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell’avvenuto
    versamento.”


    dal
    sito del Garante privacy il comunicato stampa del 3 aprile 2014

    http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3033237

    Google paga una multa da 1 milione di euro inflitta dal
    Garante privacy per il servizio Street View

    Google ha pagato una sanzione di 1 milione di euro
    applicata dal Garante privacy per il servizio Street View. I fatti contestati
    risalgono al 2010 quando le auto del colosso di Mountain View percorrevano le
    strade italiane senza essere perfettamente riconoscibili e non consentendo, in
    tal modo, alle persone presenti nei luoghi percorsi dalle “Google Cars” di
    decidere se sottrarsi o meno alla “cattura” delle immagini. Numerose erano state
    le segnalazioni all’Autorità da parte di persone che non desideravano comparire
    nelle foto pubblicate on line (che, peraltro, permangono in rete per un tempo
    considerevole e possono essere ingrandite).

    Il Garante aveva prescritto
    [doc. web n. 1759972]
     alla società di Mountain View di rendere le “Google
    cars” facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, di
    pubblicare sul proprio sito web, tre giorni prima dell’inizio delle riprese, le
    località visitate dalle vetture di Street View, stabilendo che per le grandi
    città è necessario indicare i quartieri in cui circolano le vetture. Analogo
    avviso deve essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno
    due quotidiani e diffuso per mezzo di un’emittente radiofonica locale per ogni
    regione visitata. Le misure sono state tempestivamente adottate da
    Google.

    A conclusione dell’intero procedimento sanzionatorio il
    Garante ha ritenuto di
    applicare [doc.web n. 2954309]
    , anche in relazione al fatto che i dati
    raccolti illecitamente erano destinati a confluire all’interno di una grande
    banca dati di particolare rilevanza, quale è sicuramente quella gestita da
    Google nell’ambito del servizio Street View, la sanzione nella cifra complessiva
    di un milione di euro, pagata qualche settimana fa da Google.

    Proprio tenendo conto di trovarsi di fronte a una
    società che, nell’anno 2012, ha registrato un fatturato consolidato pari a oltre
    50 miliardi di dollari, il Garante ha deciso di avvalersi della norma del Codice
    privacy che mira a rendere effettive le sanzioni quando sono dirette a soggetti
    di notevoli dimensioni economiche.

    Previous Next
    Close
    Test Caption
    Test Description goes like this
    WordPress Lightbox