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18 Maggio 2019

Google nel mirino dell’ Antitrust per aver bloccato un’ app di End

secondo l’ authority ci sarebbe un abuso di posizione dominante
Google finisce sotto la lente dell’ Antitrust italiano che ipotizza un possibile abuso di posizione dominante per aver bloccato l’ ingresso di Enel sulla sua app Android auto. L’ azienda si dice pronta a collaborare per arrivare a un chiarimento, ma le associazioni dei consumatori tornano ad attaccare «lo strapotere dei giganti del web». Come annunciato dall’ Autorità che vigila sulla concorrenza, ieri l’ Antitrust ha deciso di aprire un procedimento istruttorio, che si dovrà concludere entro il 30 maggio 2020, per accertare un presunto abu so di posizione dominante. Al centro dell’ attenzione il fatto che Google avrebbe rifiutato di integrare nell’ ambiente Android Auto la app “Enel X Recharge”, sviluppata dalla società elettrica per fornire agli utenti informazioni e servizi, tra cui la prenotazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. L’ interesse di Google, sostiene l’ Antitrust, «sembrerebbe quello di difendere e rafforzare il modello di business della propria app Google Maps», a discapito di altre. La società si è subito detta pronta a collaborare e ha spiegato attraverso un suo portavoce: «Android Auto è progettato pensando alla sicurezza, per ridurre al minimo le distrazioni e garantire che le app possano essere utilizzate in modo sicuro durante la guida. Stiamo rivedendo il provvedimento, continueremo a collaborare con le autorità per risol vere le loro preoccupazioni». Ma le associazioni dei consumatori non ci stanno e il Codacons attacca: «Ancora una volta lo strapotere dei colossi del web rischia di portare ad una sanzione da parte dell’ Autorità per la concorrenza. Sosteniamo l’ istruttoria dell’ Antitrust perché, come nel caso della app “Enel X Recharge”, il comportamento di Google potrebbe aver determinato una lesione dei diritti non solo dell’ azienda energetica, ma anche degli utenti. Se confermate quindi le accuse dell’ Autorità – prosegue l’ associazione dei consumatori – le decisioni di Google avrebbero leso la concorrenza all’ esclusivo scopo di favorire il proprio business a danno degli utenti, avvantaggiando l’ app Google Maps a danno di altre applicazioni».

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