4 Aprile 2007

Gli utenti: così si legittima una violazione

Un “no“ compatto contro i ricorsi accolti dai giudici di pace per annullare i verbali a chi guidava la moto senza casco arriva dalle associazioni dei consumatori. E l`Avvocatura di Palazzo San Giacomo potrebbe ritrovarsi con nuovi alleati nei ricorsi in appello. “Quella sentenza non ci convince perché – spiega l`avvocato Giuseppe Ursini, presidente del Codacons campano – va a legittimare una violazione di legge e non difende gli interessi dei cittadini. Viene riconosciuto il diritto alla tutela alla propria salute, ma si deve verificare se una persona sotto stress può andare in moto senza casco“. Eccessi che si verificano in una città in cui la moto spesso si trasforma quasi in un`auto di famiglia. “Chiunque abita in città vede circolare scooter su cui, insieme con due adulti, viaggiano spesso anche un paio di bambini. E tutti gli occupanti non hanno il casco. Ci sono irregolarità estreme, come quelle di chi sullo scooter trasporta addirittura un cane. A questo punto come Codacons – avverte l`avvocato Ursini – leggeremo cosa c`è scritto sulle sentenze e valuteremo se costituirci in appello ad adiuvandum a favore del Comune. Nei prossimi giorni, come associazione, chiederemo di incontrare la coordinatrice dei giudici di pace per chiedere a quei magistrati onorari maggiore attenzione sui provvedimenti che riguardano infrazioni al codice della strada“. Gli escamotage adottati dai motociclisti non convincono i verdi. “Il rispetto della sicurezza dei cittadini non ha prezzo in una città come Napoli in cui l`illegalità è molto diffusa. Non entro nel merito della sentenza – spiega l`ambientalista Ciro Pesacane – ma da garantista rimango stupito dal contenuto di alcuni provvedimenti. Le norme del codice della strada sono fatte per essere rispettate e la vera bizzarria e nelle decisioni dei giudici di pace che annullano le contravvenzioni“. Benedetto Di Meglio, presidente dell`Acu regionale ricorda con piacere uno slogan che l`Associazione consumatori e utenti utilizzò anni fa: “Facemmo striscioni e manifesti con la scritta: casco e cintura per una strada sicura. Questa è ancora oggi la nostra posizione che ci spinge a non condividere alcuni provvedimenti che annullano verbali fatti per il mancato rispetto del codice della strada. Viviamo in una città che ha la più alta percentuale di persone che circolano in moto senza casco: le istituzioni hanno il dovere di contestare questi incredibili provvedimenti“.

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