15 Aprile 2003

«Gli utenti beffati due volte la qualità non è migliorata»

«Gli utenti beffati due volte la qualità non è migliorata»

Napoli città competitiva per i prezzi: un dato di fatto fino a qualche tempo fa e che ora rischia di diventare un ricordo del bel tempo che fu. Secondo le organizzazioni a difesa del consumatore la maglia nera che l?Istat assegna a Napoli conferma i timori e le previsioni da tempo preannunciate proprio sui rincari dei prezzi al consumo. «Abbiamo analizzato a fondo il problema – spiega Gianni De Luca, direttore del Centro studi nazionale della Federconsumatori – e oggi si confermano le nostre previsioni. Anzi gli andamenti dei prezzi superano ogni prudenziale valutazione. Napoli è diventata una città campione di velocità in termini di incremento dei prezzi». E se è vero che il rialzo spesso dipende dal progressivo allineamento dei prezzi al consumo ai valori delle grandi metropoli italiane ed europee, secondo De Luca: «non si verifica invece, quella necessaria crescita della qualità dell?offerta locale di beni e servizi che dovrebbe fare da contrappeso al costo dell?allineamento».
E a pagarne le conseguenze sono, secondo la maggior parte delle associazioni dei consumatori dalla Federconsumatori al Codacons e all?Acusp, sono sempre gli utenti a reddito più basso o chi ha un lavoro precario e i pensionati. «In effetti – precisa De Luca – quello che accade a Napoli è il risultato di una pericolosa miscela tra scarsa qualità dell?offerta, in particolare per i prodotti alimentari economici e per i generi di largo consumo, e adeguamento dei prezzi ai livelli delle grandi città italiane ed europee. Così i cittadini consumatori napoletani sono colpiti due volte: nella qualità e nel prezzo. Per non parlare dei tanti commercianti che non rispettano le leggi che regolano l?esposizione dei prezzi. Basti pensare che solo due fruttivendoli si sono rivolti a noi per richiedere, in omaggio gratuito, i prezzari regolari che abbiamo prodotto in migliaia di esemplari. Occorre – conclude il responsabile della Federconsumatori – che le istituzioni locali e le stesse associazioni del commercio raccolgano il nostro grido di allarme e tutti insieme si attivino per creare i presupposti di un?inversione di tendenza».

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