13 settembre 2017

Gli strani intrecci vaccini -Ministero

Dario Martini d.martini@iltempo.it È normale che dirigenti del ministero della Salute abbiano fatto parte o tuttora figurino nei cda di fondazioni legate e finanziate da importanti aziende farmaceutiche? Siamo di fronte a un conflitto di interessi? Proviamo a dare delle risposte. Alcune figure apicali del dicastero guidato da Beatrice Lorenzin hanno legami, oli hanno avuti in passato, con la fondazione Smith Kline. Questo nome ai più non dirà molto, ma si tratta di una fondazione che «si mantiene grazie al finanziamento liberale an nuale non vincolante del socio fondatore Glaxo Smithkline spa, oltre che con i proventi delle proprie attività progettuali», come si legge testuale sul sito. La Glaxo SmithKline non è altro che una multinazionale della farmaceutica, quotata alle borse di Londra e New York, con sede a Siena e Verona. In poche parole, è la principale azienda produttrice di vaccini del nostro Paese. INCARICHI MULTIPLI Basta consultare il sito della fondazione per accorgersi che tra i suoi consiglieri d’ amministrazione figura Emanuele Calvario: segretario particolare del ministro della Salute. Non finisce qui. La stessa carica nel cda della fondazione, dal 2007 al 2010, è stata ricoperta da Raniero Guerra, attualmente direttore generale della Prevenzione del Ministero. Guerra non è un direttore qualunque, ma l’ ideatore del decreto vaccini. Non a caso, il ministro Lorenzin, a giugno scorso, durante la presentazione del decreto, definì Guerra «il responsabile di tutto ciò». Sempre lui, poco tempo dopo, ha firmato le circolari del Ministero che forniscono le «indicazioni operative» per l’ attuazione del decreto. IL CASO IN PARLAMENTO Il ruolo di Guerra è stato oggetto anche di interrogazioni parlamentari. Una l’ ha presentata il deputato di Mdp Alfredo Zaccagnini. L’ interrogazione, ancora senza risposta, recita testuale: «L’ associazione dei consumatori (il Codacons, ndr) ha chiesto all’ Autorità anticorruzione se “sia lecito che un dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra (il nome, in realtà è Raniero, ndr) firmi atti pubblici sui vaccini sedendo, come da curriculum, nel Cda della Fondazione Glaxo (la fondazione, in realtà, è la Smith Kline, ndr), che come è noto produce il vaccino esa valente venduto in Italia”». In questo caso l’ interrogazione non è precisa: Guerra faceva parte del cda della fondazione in un periodo antecedente al suo incarico al Ministero. ITALIA CAPOFILA VACCINI «Secondo il Codacons – continua l’ interrogazione -“risulterebbe che Guerra abbia firmato tutti i provvedimenti sui vaccini anziché astenersi come dovuto in base all’ articolo 323 del codice penale. Nel 2014 era addirittura presente in prima fila a Washington assieme al ministro Beatrice Lorenzin al momento della firma sull’ accordo che avrebbe messo l’ Italia alla guida delle campagne vaccinali nel mondo”». È bene spiegare che Guerra si trovava a Washington non a caso, ma perché all’ epoca, prima di tornare in Italia come dirigente ministeriale, rivestiva l’ incarico di addetto scientifico all’ Ambasciata d’ Italia negli Usa. CURRICULUM STERMINATO Il direttore della Prevenzione del Ministero, d’ altronde, vanta esperienze lavorative sterminate. Della sua figura, in passato, si sono occupati in molti, a partire dal sito lavocedellevoci.it. Il Tempo ha consultato il suo curriculum pubblicato sul sito del Ministero. E ha scoperto che, oltre ad essere stato consigliere d’ amministrazione della fondazione Smith Kline, ha fatto parte del cda della Fondazione Fadoi (2010-2015), è rappresentante italiano all’ Executive Board dell’ Oms, è membro dell’ Health Security Committee della Commissione europea (dal 2014), è rappresentante del ministero della Salute nel comitato operativo della Protezione civile nazionale (dal 2014) ed è stato consigliere d’ amministrazione della Exosomics di Siena nel 2011. La Exoso mics è una startup che rientra nell’ incubatore d’ imprese Toscana Sciences Life e su cui ha investito il colosso elvetico della chimica Lonza. A dimostrazione che tutto passa dalla città toscana, va ricordato che nel cda della fondazione Smith Kline figura anche il professor Angelo Riccaboni, ex rettore dell’ università di Siena. I DIRIGENTI DEL MINISTERO Torniamo al punto da cui era vamo partiti: la fondazione SmithKline, legata alla multinazionale Glaxo. Nel cda, come abbiamo visto, siede Emanuele Calvario, segretario particolare del ministro Lorenzin. Non è l’ unico esponente delle Istituzioni a farne parte. Tra i 9 componenti del consiglio figurano anche Roberto Basso, portavoce del ministro dell’ Economia, e Angelo Lino Del Favero, dg dell’ Istituto superiore di Sanità. Calvario, come si evince dall’ incarico che ricopre, è diretto collaboratore della Lorenzin. È opportuno che il braccio destro del ministro che ha ideato il decreto vaccini faccia parte di una fondazione finanziata dalla più grande azienda farmaceutica italiana produttrice proprio di vaccini? «NESSUN FINE DI LUCRO» Il Tempo ha rivolto questa domanda allo stesso Ministero. Ecco la risposta: «Per quanto riguarda il segretario particolare del Ministro della Salute Emanuele Calvario, è stato designato in quota Ministero nella Fondazione (si precisa che l’ incarico è a titolo gratuito), ma si evidenzia che co me segretario particolare non ha nessuna competenza operativa e/o amministrativa in materia farmaceutica. Si ricorda inoltre come la Fondazione Smith Kline, com’ è noto, non ha alcun fine di lucro e non produce né commercializza farmaci». Ciò che colpisce è il fatto che Calvario non abbia al cuna «competenza in materia farmaceutica». Eppure la fondazione si occupa proprio di vaccini. Il sito recita testuale: «Aspetto fondamentale della prevenzione è quello relativo alla politica vaccinale, con particolare riguardo all’ attuale calo della protezione attraverso i vaccini anche nel nostro Paese. In questo senso Smith Kline ha varato il Progetto OIP (Osservatorio Italiano Prevenzione: www.osservaprevenzione.it), che rappresenta strumento di analisi per l’ attività de prevenzione delle Regioni italiane». «NESSUN COMPLOTTO» Per quanto riguarda il ruolo esercitato da Guerra, il Ministero ha risposto a Il Tempo confermando quanto già sapevamo: «Il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Raniero Guerra non fa parte della Fondazione Smith Kline dal 2010 e, all’ epoca, fu designato dall’ Istituto superiore di sanità di cui era dipendente e non dal Ministero della Salute. Pertanto, Guerra, quando nel 2014 è diventato Direttore generale del Ministero della Salute, non faceva parte già da 4 anni del Cda della Fondazione». Il Ministero ci ha ricordato che lo stesso Guerra, a giugno scorso, rispose così alle accuse di incompatibilità del Condacons: «Ipotizzare congiure nel settore è come dire che, seguendo il piano di eliminazione del morbillo promosso dall’ OMS, l’ Italia stia guidando il più grosso complotto mondiale a favore dei fabbricanti di vaccini». E ancora: «Per quanto mi riguarda, ho dato pareri, anche recenti al Consiglio di Stato, richiesti anche dalle amministrazioni regionali a cui compete (giova ricordarlo) in maniera esclusiva e autonoma l’ acquisizione e l’ erogazione dei vaccini, che delineano e confermano la mia assoluta in dipendenza». BUSINESS DA CAPOGIRO È vero che la Smith Kline non ha scopo di lucro. Ma è anche vero che «vive» grazie al finanziamento della multinazionale Glaxo che si occupa di vaccini. E, quest’ ultima, di affari ne fa senz’ altro. L’ anno scorso ha deciso di investire un miliardo di euro in Italia. Il mercato mondiale, secondo l’ Antitrust, supera i 20 miliardi. Glaxo è una delle quattro «sorelle» dei vaccini (le altre tre sono Sanofi Pasteur, Merck Sharp & Dohme, Pfizer e Glaxo) e detiene l’ 80% delle vendite complessive. La stessa società elenca sul suo sito i risultati conseguiti. Gli stabilimenti di Verona servono «più di 120 mercati» e vantano «un export da 126 milioni di euro nel 2015, (beni e servizi)» e una produzione di «più di 116 milioni di fiale e 43 milioni di flaconi». A Siena, dove si producono vaccini salvavita, vengono prodotte «88 milioni di dosi l’ anno» e sono stati investiti «400 milioni di euro in infrastrutture e impianti produttivi dal 2006 al 2015».
dario martini