Gli stent scaduti a Cardiologia venivano indicati «riserva speciale»
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fonte:
- La Sicilia
«Riserva speciale». Sarebbe questo il termine che veniva utilizzato alla Cardiologia del Cannizzaro negli anni compresi tra il 2011 e i primi mesi del 2013 per identificare gli stent scaduti. «Riserva speciale» stava ad indicare una stanza apposita dove queste protesi scadute venivano conservate. Il termine è riportato nel dossier che il Codacons sta aggiornando di giorno in giorno con l’ aggiunta di altri episodi anomali che si sarebbero verificati in quegli anni nel reparto dell’ azienda finito al centro di una indagine della Procura che ha sequestrato cartelle cliniche ed altri documenti che riguarderebbero anche presunte disfunzioni nell’ approvvigionamento, con acquisti di materiale che sarebbero in misura non coerente con i volumi di attività. L’ episodio della «riserva»sarebbe stato denunciato all’ associazione da alcuni sanitari, ma non è detto se si tratti di episodi realmente accaduti o il frutto di quella che per anni è stata una guerra interna al reparto, (sembrerebbe tra soli due medici) che ha riguardato le modalità di intervento e la conduzione dei vari dipartimenti. Resta il fatto che quest’ altro particolare, che emergerebbe da una vicenda con più ombre, continua a destare l’ attenzione soprattutto di quei pazienti (e dei loro familiari) che hanno avuto a che fare in quegli anni con il reparto. Un’ apprensione che dovrebbe provocare un intervento ufficiale delle autorità sanitarie a chiarimento degli episodi sospetti che si sono verificati, per dire specificamente se gli stent scaduti inseriti nelle arterie di alcuni pazienti sono realmente innocui, come molti esperti continuano a sostenere anche attraverso un continuo monitoraggio dei pazienti, oppure possono provocare qualche anomalia. Si tratta di un passaggio chiave della vicenda per riportare tranquillità nei pazienti e soprattutto in quelli ai quali c’ è il sospetto che siano stati installati stent scaduti. Comunque che siano state inserite ad alcuni pazienti protesi con una data non più a norma sembra ormai un fatto assodato. Lo stesso Codacons sarebbe in possesso di una cartella clinica che attesterebbe l’ installazione riscontrata in un paziente. Nel documento si leggerebbe chiaramente che al paziente sarebbe stato inserito uno stent a dicembre 2011, che però scadeva ad ottobre dello stesso anno. Tra gli episodi che sta esaminando il Coda cons, tramite l’ avvocato Giovanni Sardella, per capire se possono diventare supplemento al fascicolo depositato in Procura, c’ è il caso curioso di un signore che al momento dell’ operazione, avvenuta a fine 2011, aveva 64 anni. A raccontarlo, davanti ai rappresentanti del Codacons, è la figlia del paziente, che preferisce mantenere l’ anonimato per tutelare la privacy del genitore: «Mio padre si è recato al Cannizzaro per una Coronografia. Durante l’ intervento, però, un medico è uscito dalla sala operatoria avvertendo che la situazione era molto grave perché mio padre aveva tutte e tre le arterie gravemente compromesse e quindi si doveva procedere con un triplo by-pass. Per fortuna tutto è andato bene. Ora alla luce delle notizie che sono emerse mi sono recata al Cannizzaro e ho chiesto la cartella clinica. Leggendola attentamente mi sono accorta, però, che presenta alcuni errori. Mio padre viene indicato come paziente obeso e iperteso, ma non è né obeso né iperteso e prima dell’ intervento non aveva mai sofferto di ipertensione. Potrebbe essere una svista, un errore di trascrizione… ma attraverso il Codacons abbiamo scoperto che lo stesso giorno dell’ intervento a mio padre a un altro paziente è stato inserito uno stent scaduto per cui ora siamo preoccupati». La signora aggiunge un particolare: «Nella cartella clinica di mio padre non è indicata né la data di produzione, né quella di scadenza degli stent inseriti. Ho chiesto di sapere perché e mi è stato risposto, in maniera ufficiosa, che tutto era stato sottoposto a sequestro da parte della Procura. Ma io desidererei sapere se tutta la profilassi di mio padre è stata effettuata correttamente… ». «Per questo – ha aggiunto l’ avvocato Sardella del Codacons – provvederemo a fare richiesta scritta all’ azienda ospedaliera per entrare in possesso dei documenti. Aspetteremo, quindi, una risposta ufficiale e poi decideremo. Quello che vorremmo puntualizzare è che se gli stent sotto indagine avevano una scadenza questa, a termini di legge, andava rispettata».
giuseppe bonaccorsi
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