Gli spot sui farmaci devono essere più chiari
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Il ministro Turco vieta la dizione incomprensibile e iperveloce degli effetti collaterali
“Leggere attentamente le avvertenze, il prodotto potrebbe avere effetti collaterali… tenere fuori dalla portata dei bambini“. Gli spot sui farmaci imperversano su radio e tv, ma se per cantare le lodi del nuovo medicinale si impiegano dai 22 ai 27 secondi, per avvertire il cittadino dei “pericoli“ legati all`uso se ne impiegano solo dai 3 agli 8. Se ne è accorto il ministro della Salute Livia Turco che, con un decreto ad hoc, ha detto basta agli spot sui farmaci “superveloci e incomprensibili“. Il ministro l`ha definita “compressione fonica“: si tratta di quello strano fenomeno per cui, giunti al punto in cui lo speaker elenca le avvertenze, improvvisamente la velocità del discorso aumenta in modo esponenziale ed il tono si fa più basso. Di qui il giro di vite: i comunicati promozionali dei farmaci su radio e tv, afferma il ministro, dovranno scandire con parole chiare e udibili le avvertenze mediche relative al farmaco pubblicizzato ed è vietata la “compressione fonica“. Emittenti e pubblicitari avranno fino al 22 agosto per correre ai ripari e non incorrere in sanzioni. “Avrebbe fatto bene il ministro Turco“ afferma il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, “a vietare totalmente le pubblicità dei medicinali, in quanto questi sono sempre pericolosi“. E i pubblicitari? Non possono che ammetterlo: uno spot di 30 secondi in fascia oraria serale può costare anche 500.000 euro, ed è allora facile intuire perchè si preferisca usare i preziosi secondi per lodare il prodotto piuttosto che i suoi effetti indesiderati.
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