28 Giugno 2009

Gli spostamenti anche con elicotteri, aerei e guardiacoste della Finanza

Venezia La Procura di Venezia ha avviato una serie di accertamenti sull’uso da parte di alcuni politici di mezzi acquei delle forze dell’ordine, in particolare motoscafi. La conferma arriva dal Procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti che rileva come «al momento non ci sono indagati e non è stata formulata alcuna ipotesi di reato».  L’indagine è in corso da un paio di settimane e n«asce da un’esposto presentato in Procura a Venezia dal Codacons che avrebbe raccolto una serie di dati tra cui i nomi dei soggetti che dal luglio 2001 all’ottobre 2007, avrebbero utilizzato alcuni mezzi della Guardia di finanza per gli spostamenti in centro storico.  «Si tratta principalmente – dice il presidente nazionale del Codacons, Carlo Rienzi – di spostamenti avvenuti in motoscafo all’interno dell’area lagunare oppure dall’aeroporto "Marco Polo" alla città d’acqua. Coloro che più di tutti hanno utilizzato i mezzi della finanza sul territorio di Venezia – rileva ancora Rienzi – sono i responsabili pro tempore del Ministero dell’Economia susseguitisi nel tempo: Giulio Tremonti, Antonio Marzano, Vincenzo Visco e Tommaso Padoa Schioppa, e gli onorevoli Nicola Bono e Danielle Gattegno entrambi sottosegretari ai beni culturali, tutti accompagnati dalla propria scorta».  Come è noto il Codacons afferma di essere entrato in possesso di un documento della Guardia di Finanza che riporta giorno per giorno tutti i soggetti che da luglio 2001 a ottobre 2007 avrebbero utilizzato aerei, ma anche elicotteri, motoscafi e guardacoste delle Fiamme Gialle. Da questa informativa, secondo l’associazione dei consumatori, «emerge un dato clamoroso e che necessita di un approfondimento: su 256 spostamenti di ministri, sottosegretari o onorevoli vari, ben 44 sarebbero avvenuti in territorio veneziano». «Abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di Venezia di aprire una inchiesta sull’utilizzo di tali mezzi sul territorio di competenza – prosegue Rienzi – per capire non solo chi vi abbia viaggiato, ma soprattutto i motivi che hanno determinato un utilizzo così massiccio dei motoscafi della Guardia di Finanza che, rispetto al vaporetto che ministri, sottosegretari e onorevoli vari avrebbero potuto prendere per gli spostamenti in città, hanno un costo notevole, che pesa sulla collettività».  Intanto il Codacons, anche con l’apporto della sezione veneziana dell’organizzazione, ha deciso di costituirsi parte civile sull’inchiesta avviata dalla Procura veneziana. «Il documento con tutti gli spostamenti – conferma Rienzi – lo abbiamo consegnato proprio in questi giorni al pubblico ministero incaricato dell’inchiesta. Ci auguriamo che sia meno realista del suo collega romano per quel che riguarda la questione dei voli di Stato e che ribadisca come l’uso di questi mezzi non sia facoltà dei privati, ma solo delle cariche istituzionali per compiti di Stato». Intanto Rienzi rilancia anche la sua battaglia attraverso il suo "blog" (www.carlorienzi.it) segnalando che nei sito è stata aperta una "finestra" dal titolo "Vola gratis con il Presidente del Consiglio" che raccoglie i pareri della gente sulla nota vicenda dei voli di Stato che ha coinvolto in queste settimane il premier.  «Stiamo ricevendo moltissimi commenti – conclude il presidente nazionale del Codacons – parecchi dei quali anche molto salaci in proposito. In questo modo diamo voce al malessere dell’opinione pubblica».

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