29 Maggio 2016

Gli spazzini sono in sciopero? «Romani, tenete i rifiuti a casa»

Gli spazzini sono in sciopero? «Romani, tenete i rifiuti a casa»
questo
il suggerimento del presidente dell’ ama. intanto si scopre che nella
capitale la raccolta dell’ immondizia costa il 50% in più della media
nazionale (e non soddisfa)

TOMMASO MONTESANO Pagare di più, sempre di più, per un servizio che peggiora anno dopo anno. È questa la fotografia che Confartigianato scatta sulla raccolta dei rifiuti a Roma. Nella Capitale, infatti, i cittadini pagano ogni anno poco meno di 250 euro a testa per l’ igiene urbana: il 50,9% in più rispetto alla media nazionale. Per tutta risposta domani, a causa dello sciopero dei lavoratori del settore, i romani sono stati invitati a tenersi i rifiuti in casa. Cinque anni fa, gli abitanti della Capitale sborsavano 228,15 euro pro capite, eppure a fronte di un aumento dei costi sono sempre di meno i cittadini che si dichiarano soddisfatti di come l’ amministrazione gestisce il servizio. Appena il 9% dei romani, infatti, trova la Capitale pulita. Tra il 2011 e il 2015 la soddisfazione è calata del 17,7%. Solo a Palermo – con il 7% – c’ è una quota inferiore di cittadini che esprimono una valutazione positiva sul decoro urbano della loro città. Il rapporto di Confartigianato è impietoso: nei centri urbani in cui le tariffe sono più alte è peggiore la qualità del servizio. Come a Roma, appunto. La Capitale, da sola, assorbe il 7,8% dei costi nazionali per il servizio di igiene cittadino. Entrando nel dettaglio dei dati diffusi dal presidente dell’ associazione di categoria, Giorgio Merletti, si scopre che nella Capitale il costo unitario del servizio di igiene urbana, calcolato dividendo la spesa per il peso totale dei rifiuti, è di 41,18 centesimi al chilo, superiore del 24,9% rispetto al valore medio nazionale (32,97 centesimi al chilo) ed imputabile soprattutto allo «spazzamento», che costa 15,72 centesimi al chilo. Importo tre volte e mezzo maggiore (252,7%) rispetto ai 4,47 euro al chilo della media nazionale. Roma traina il Lazio, che è la Regione che vanta le tariffe più alte d’ Italia: 220,3 euro per abitante. Seguono Liguria (212,7 euro); Toscana (210,3 euro) e Campania (196,7 euro). È tutto il sistema che non va, visto che a livello nazionale i rifiuti sono diminuiti del 10,1%, ma per la loro raccolta gli italiani hanno pagato il 22,7% in più. I prossimi giorni, nella Capitale, potrebbero essere da incubo sul fronte della raccolta dei rifiuti. Al fisiologico rallentamento delle operazioni di svuotamento dei cassonetti dovuto al giorno festivo, infatti, si uniranno gli effetti dello sciopero nazionale dei lavoratori del settore, proclamato per domani. I cassonetti si riempiranno e resterà bloccata anche la raccolta differenziata. Poi, gradualmente, la situazione dovrebbe tornare alla normalità. Prima del prossimo stop di giovedì 2 giugno, quando la raccolta tornerà a singhiozzo per la festa della repubblica. Daniele Fortini, presidente dell’ Ama, l’ azienda municipalizzata per l’ ambiente, ha individuato la soluzione per prevenire i primi disagi: «Ai romani chiediamo un sacrificio: lunedì (domani, ndr) non portate nei contenitori stradali la spazzatura, perché la raccolta sarà ferma». Traduzione: i rifiuti vanno tenuti in casa almeno per 24 ore. Poi si vedrà. L’ astensione dal lavoro di domani è stata proclamata da Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti e Fiadel per chiedere il rinnovo del contratto nazionale, «atteso da più di due anni e mezzo». Immediata la replica di Utilitalia, che rappresenta le aziende del settore idrico, energetico e ambientale: «Siamo pronti a riconoscere miglioramenti significativi ai lavoratori, ma non possiamo permetterci di pagare 250 persone ogni anno per lavorare nei sindacati invece che nelle nostre aziende». Denuncia l’ associazione: «Le aziende sopportano 11 milioni di euro di costi per 303 mila ore di permessi; si sfruttano le scadenze elettorali per creare disagi ai cittadini». Per il Codacons, quanto sta accadendo sui rifiuti è il frutto delle «irregolarità registrate nel settore degli appalti». riproduzione riservata.

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