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26 Giugno 2010

Gli scandali Viaggia a nostre spese pure lo squash

Gli scandali Viaggia a nostre spese pure lo squash
 

 
ROMALe auto pagate dai contribuenti alla «casta» servono per innumerevoli funzioni. Ci sono i ministeri, la presidenza del Consiglio, gli enti pubblici non economici come Inps e Inail, le agenzie e le authority, ma anche la Federazione giuoco squash, l’ Accademia dei Lincei, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini:. Nel 2009 i già citati Parco dei Monti Sibillini e la Federazione gioco squash avevano rispettivamente cinque e due auto in servizio, di più della Federazione scherma che ne aveva invece solo una. Due auto anche per l’ Accademia nazionale dei Lincei, una per l’ Autorità di Bacino del Fiume Po e due per l’ Ente parco nazionale della Sila Tra le agenzie ci sono le Entrate con 28 vetture, l’ Aran (l’ agenzia che nelle trattative con i sindacati rappresenta le pubbliche amministrazioni) ne ha una. Tra le authority compare il Garante per la privacy con quattro auto in servizio. Passando poi ai ministeri i numeri salgono e, in alcuni casi, anche di parecchio: alla Giustizia risultano 1.562, alla Salute 258, alle Politiche Agricole 199, all’ Economia 102, alla Presidenza del Consiglio 20, allo Sviluppo Economico 38, agli Affari Esteri 27, al Lavoro 17, al Dipartimento della Protezione Civile 15. Quanto alle università, quella di Palermo ne ha ben 70. Ci sono poi gli enti pubblici non economici: in particolare, l’ Inps e l’ Inail con rispettivamente 40 e 20 auto in dotazione. E così i consumatori vanno all’ attacco contro lo «spropositato» numero di auto blu circolanti in Italia, specie – rilevano – se rapportato alla situazione di altri paesi europei. I dati rilevato dal ministero di Renato Brunetta non placano le polemiche sui costi della casta anzi, le rinfocolano. Il Codacons annuncia, infatti, un esposto alla Corte dei Conti: «crediamo che il numero reale delle auto blu nel nostro paese sia più elevato, ma già così come appare dall’ indagine condotta dal ministero della Funzione Pubblica è allarmante», afferma il presidente, Carlo Rienzi: «Non solo in Italia il parco delle auto pubbliche è assai più elevato rispetto ad altri paesi europei – aggiunge – ma il loro costo medio annuale, pari a 3.300 euro, appare non indifferente, e determina uscite per lo Stato pari a 297mila euro annui». «Soldi che – prosegue Rienzi – se venisse ridotto il numero di vetture di servizio a politici e alti burocrati, potrebbero essere utilizzati per sostenere i pensionati e le famiglie più povere». Il Codacons presenterà, quindi, un esposto alla Corte dei Conti, affinché analizzi i risultati dell’ indagine del ministero, ed individui quelle situazioni in cui si configura uno spreco di denaro pubblico a danno della collettività. Il costo medio annuo per auto stimato in 3.300 euro, specifica il ministero della Funzione pubblica, si riferisce ai soli consumi: sono inclusi i costi di bollo e carburante, mentre sono esclusi, i costi del personale e quelli di noleggio, acquisto e manutenzione. Il costo medio è stato calcolato sulle dichiarazioni di spesa presentate dalle singole amministrazioni e diviso per il numero dell’ intero parco auto, incluse le auto non utilizzate o poco utilizzate. Nel 2009 esso varia, per le singole fasce, da circa ottomila euro per le auto "blu blu" (ovvero quelle dei politici), ai tremila per le "blu" (quelle dei funzionari) fino ai duemila per le "grigie" (cioè le autovetture di servizio). I consumatori dal canto loro fanno il paragone con la situazione degli altri Stati europei, a partire dalla Francia, dove le auto blu sono 65mila. Seguono la Gran Bretagna con 55mila e la Germania con 54 mila. Decisamente più "virtuosa" la Spagna, con 44mila.

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