21 Febbraio 2019

Gli onorevoli pellegrini dell’ Arca di Noè

Il cambiamento va bene, ma la tradizione è tradizione. E pare resistere a qualunque cosa. E così anche quest’ anno, nonostante l’ aria che tira, i parlamentari italiani andranno in pellegrinaggio: entro domani si saprà quanti tra deputati e senatori avranno risposto all’ invito di Maurizio Lupi che da anni organizza con il Cappellano di Montecitorio un viaggio nei luoghi più sacri per il Cristianesimo. Stavolta la meta scelta è l’ Armenia, ma negli anni le tappe sono state le più varie: da Lourdes a San Pietroburgo. E poi Fatima, la Siria e la Giordania, Santiago di Compostela, il Monte Athos, la Turchia sulle orme dell’ apostolo Paolo, ma pure Londra sui luoghi della vita e del martirio di Tommaso Moro. Sempre un successone. Ma è rimasto negli annali il pellegrinaggio del 2011 in Terra Santa quando a causa dell’ enorme numero di adesioni scoppiò la polemica: il Codacons si mobilitò contro il rischio che i lavori della Camera dovessero essere rinviati proprio per le assenze in aula. Tirando in ballo addirittura il Papa perché si opponesse al viaggio degli onorevoli pellegrini. Stavolta il calendario di Montecitorio e di Palazzo Madama, comunque, non dovrebbe risentirne più di tanto: la partenza è prevista per il 4 aprile, un giovedì. Con rientro il 9 mattina, di martedì. “Abbiamo scelto la nazione caucasica sia per il fascino di un territorio molto suggestivo, sia per le note vicissitudini che hanno martoriato questo popolo: diaspora, persecuzioni, guerre. Ma innanzitutto perché nella storia è stata la prima nazione che nel 301 ha adottato il cristianesimo come religione capace di realizzare l’ unità del proprio popolo”, scrivono Lupi insieme alla senatrice Binetti e a una serie di altri parlamentari promotori, tra cui il tesoriere della Lega Giulio Centemero. Che hanno fatto recapitare una lettera a tutti i colleghi dei due rami del Parlamento che, in viaggio, potranno portare anche le famiglie. Volo, trasporti, guide, ingressi, assicurazione, pranzi e cene e persino una bottiglia d’ acqua fanno un quota pro capite di 1.190 euro. Sempre che si alloggi in camera doppia: diventano 1.450 per una singola al Grand Hotel nel cuore del centro storico della città che, come recita il depliant sul web “racchiude in sé l’ essenza del lusso discreto e dell’ antica storia della cultura armena”. Il pellegrinaggio sarà anche occasione per socializzare. Che non è poco, data la litigiosità che riserva la cronaca politica. Tentar non nuoce, come sa bene Monsignor Ruzza che da Cappellano della Camera probabilmente ne ha viste e soprattutto ne ha sentite tante. Certo mai quante Rino Fisichella, storico confessore ma anche un po’ coach della politica italiana, che prima di lui ha avuto quel ruolo. “Con alcuni di voi abbiamo condiviso l’ idea di continuare nella bella tradizione dei pellegrinaggi. Mi sembra un’ occasione importantissima per una crescita nella fede e – ritengo – per la conoscenza reciproca” scrive Ruzza ai parlamentari. E chissà che tra un monastero con vista sul biblico monte Ararat, una gita in altissima quota e una visita al Memoriale dell’ eccidio armeno, gli animi non si plachino. Almeno fino al rientro a Roma.
ilaria proietti

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