12 Marzo 2015

«Gli onesti pagano di più per colpa dei furbi»

«Gli onesti pagano di più per colpa dei furbi»

• Truffe per abitudine: sono i furbi finiti nella rete degli investigatori. Furbi, qualche volta, per necessità: sono i titolari delle polizze. Due facce della stessa medaglia che confluiscono però nel medesimo mare magnum in cui annaspano sempre più i cittadini e contribuenti onesti. Quelli che, per intenderci, finiscono col pagare premi associativi sempre più alti. Un dato evidente, confermato anche dalle associazioni dei consumatori. Con dati inquietanti: oltre 4mila, in tutta Italia, i sinistri a rischio frode. E la percentuale salentina è tutt’ altro che irrilevante. «La cosa peggiore, come si evince dall’ indagine salentina – commenta Piero Mongelli di Codacons – è che in questo groviglio siano coinvolti anche colleghi avvocati. La magistratura faccia fino in fondo il suo corso, com’ è giusto, perché truffe di questo genere comportano non solo danni alle compagnie assicurative, ma anche gli automobilisti seri. Se il fenomeno è importante nei numeri, ovvio che abbia ripercussioni sui premi assicurativi che ognuno di noi paga. Occorre rispetto non solo delle leggi ma anche delle persone». Un cortocircuito che, per primo, nelle ore del blitz dello scorso dicembre, aveva segnalato lo stesso procuratore capo Cataldo Motta: «Con il sistema delle frodi a pagare sono gli onesti. Ed ecco perché le polizze sono sempre più care». Dura e ferma la condanna, verso un sistema che pare sempre più consolidato, nonostante l’ offensiva delle forze dell’ ordine. «Chi commette questo tipo di reato è doppiamente colpevole. Se poi pensiamo a quanta gente circola senza avere il tagliando dell’ assicurazione poiché non riesce a pagare premi elevati – continua Mongelli -, come da inevitabile effetto domino, le conseguenze sono estreme, preoccupanti. Questa storia è indecorosa. È lo stesso fenomeno delle truffe all’ Inps, che oltre a creare voragini nelle casse dell’ Istituto di previdenza, si ripercuote nel peggiore dei modi sulla collettività dei contribuenti». Poche o nulle le denunce che arrivano alle associazioni dei consumatori. «Non abbiamo segnalazioni perché sono meccanismi che girano su altri circuiti che non sono legali – spiega Alessandro Presicce di Adoc – difficile che il consumatore denunci la cattiva condotta dell’ amico o del conoscente o di un avvocato. È importante però che la gente apra gli occhi, facendo attenzione a speculazioni, facili promesse di lucro con raggiri e parolai». In caso di dubbi, sempre meglio rivolgersi ad esperti di consolidata esperienza. «Molta gente non riesce a rinnovare le polizze e tiene l’ auto in garage, qualcuno invece esce comunque perché ne ha necessità e non sa come fare – aggiunge Presicce -, poi ci sono i criminali veri e propri. Alcuni clienti si sono rivolti a noi per questo, per cui mi preme ricordare che in Italia esiste un meccanismo di tutela attraverso il fondo di garanzia per le vittime della strada. Il fondo però copre solo i danni alle persone e non ai mezzi». Importante, nel dedalo di leggi e raggiri, il ruolo dell’ Ivass, l’ Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, dotato di contact server gratuito, che fornisce anche preventivi ufficiali bloccati per 60 giorni con confronti tra le diverse tariffe sui premi assicurativi su scala nazionale. «È necessario che i controlli dell’ Ivass aumentino – auspica Adoc – perché ogni truffa al sistema ricade sui consumatori. Ogni euro dato illegittimamente, si traduce in aumento generalizzato dei costi delle assicurazioni. Non è un legame diretto ma indiretto, le cui conseguenze però sono disastrose. Ormai i truffatori sono organizzati in catene di montaggio che coprono tutta la filiera: medici, carrozzieri, periti, avvocati e via discorrendo, è una vergogna». F.Pac.

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