30 Ottobre 2002

Gli Ogm nel latte del bebé

Gli Ogm nel latte del bebé

Nuove denunce. La Nestlé smentisce

I ministri, come i consumatori, non sono abituati a leggere le etichette. Così mentre si straparla di Social Forum Europeo ben poca attenzione si presta ai contenuti che lì verranno discussi. Ma gli organizzatori, a differenza delle multinazionali biotech, non hanno alcun problema a rendere note le componenti del prodotto. La metafora non è scelta a caso. A pochi giorni dall`appuntamento di Firenze si registra infatti una sorta di offensiva commerciale dell`industria biotech, sia a livello nazionale che internazionale.

Bambini allergici

La denuncia è partita da Il Salvagente. Il settimanale ha fatto analizzare alcuni prodotti alimentari venduti nei supermercati, nei negozi di alimentari e perfino nelle farmacie, e ne ha scoperti quattro che contengono soia e mais transgenici. Si tratta del latte prima infanzia Alsoy Nestlé, dei crackers Misura, dei tacos Casa Fiesta e della pastina Micron Free Aglut. Per i tacos messicani è stato chiesto l`immediato ritiro dal commercio in quanto le analisi del Laboratorio chimico della Camera di Commercio di Torino hanno rilevato la presenza di un tipo particolare di Ogm (il mais Mon810) che era stato sospeso dal commercio in via cautelativa il 4 agosto 2000, con un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A un`altra categoria, almeno sotto l`aspetto legale, appartiene la soia geneticamente modificata rinvenuta nel latte Alsoy della Nestlé, destinato ai neonati che soffrono di intolleranza al lattosio. Un sostitutivo comune per chi soffre di questa intolleranza alimentare è il latte di soia, e numerose associazioni di consumatori avevano già evidenziato il pericolo che venisse contaminato dal prodotto ogm. L`Alsoy, in particolare, è già stato nel mirino di Greenpeace che l`anno scorso ne aveva chiesto il ritiro dal mercato. Nestlé aveva reagito cambiando le confezioni e informando i farmacisti che sarebbero state impiegate materie prime «non geneticamente modificate» ma, dall`analisi commissionata da Il Salvagente, il proposito viene smentito.

Naturalmente la Nestlé nega ogni addebito e assicura che l`Alsoy è «un prodotto assolutamente conforme alle normative nazionali» e minaccia iniziative legali «nei confronti di chiunque sostenga il contrario». Il settimanale, dal canto suo, chiede alla multinazionale del latte – e della cioccolata, del caffè, dell`acqua, dei dolci, eccetera eccetera – che le confezioni vengano rietichettate come previsto dalla sentenza 1233 del 2002 emessa dal Tar del Lazio che imponeva ai produttori di cibo per bambini di indicare la presenza di Ogm anche per quantità inferiori all`1 per cento. Questo per evitare che “tracce accidentali“ come vengono definite dalle aziende, siano presenti in alimenti particolarmente “delicati“ come quelli destinati al consumo dei neonati, per giunta allergici.

Oltre alla soia c`è anche il mais. Secondo quanto emerge dai risultati delle contro-analisi della Procura di Torino su 53 campioni di mais commercializzati in Italia, 31 sono risultati positivi alla presenza di varietà di Ogm vietate in Europa e sospese, in via cautelativa, dal ministero delle Politiche Agricole. L`aggiramento disinvolto delle norme si ripresenta sulla questione fiscale. Secondo un gruppo di associazioni ambientaliste, agricole e di consumatori fra cui Verdi Ambiente e Società, Coldiretti, Anc Coop, Codacons, Adusbef, Aiab, Greenpeace, Crocevia e Adiconsum, nessuno degli Ogm attualmente in circolazione dispone del codice doganale, indispensabile per esportare o importare ogni tipo di merce. Si tratta di norme disciplinate in sede Wto dall`Organizzazione Mondiale Doganale e in sede Europea dal Comitato del Codice Doganale e la cui violazione è in genere considerata così grave da richiedere l`immediato blocco delle importazioni. Staremo a vedere se la lobby biotech gode di una corsia preferenziale anche in materia fiscale.

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