5 Settembre 2003

GLI ITALIANI SOVRAPPESO

GLI ITALIANI SOVRAPPESO


Basta superporzioni, bandite merendine e snack, stop a bevande gasate e ingrassanti. Insomma, tutti a dieta. Per decreto legge. la parola d?ordine è: mangiare poco e bene. Perché le malattie da «grasso» producono un danno sociale, quantizzabile in termini economici, una sorta di calamità sociale che, alla fine, penalizza tutti. A tavola non s?invecchia, diceva un adagio, ma certamente s?ingrassa. E l?obesità è una delle principali cause di una serie di malattie che vanno dal diabete all?ipertensione, coinvolgendo acciacchi cardiaci e problemi di colonna vertebrale. Perciò il ministro della Salute Sirchia, impegnato da qualche giorno a Milano nel vertice europeo sull?alimentazione, ha deciso: nascerà la commissione «taglia-porzioni». Un gruppo di esperti (il farmacologo Carruba, il nutrizionista Calabrese, l?endocrinologo Spera, l?alimentarista Cannella, e il pediatra Morino, coordinati da Roberto Iadicicco) scriverà le regole del mangiar sano. Che, in poche parole, significa ridurre le quantità di cibi e bibite, promuovere la dieta mediterranea, far perdere il vizio degli snack fuori pasto e indurre al movimento i più pigri. La commissione dovrà occuparsi anche di monitorare e comunicare ai cittadini – peraltro bombardati da trasmissioni culinarie a tutte le ore – sugli stili di vita più salutari. E dovrà fornire, entro il 30 giugno prossimo, pareri anche sulla scelta dei cibi più sani nelle mense scolastiche e ospedaliere.
Il decreto taglia-porzioni è indirizzato soprattutto ai ristoranti dove talvolta la concorrenza tra esercizi viene fatta utilizzando come attrattore le porzioni abbondanti. Sono proprio loro i primi che dovranno sottoporsi al programma di educazione alimentare voluta dal ministro. I ristoratori, veri e propri ambasciatori della cultura alimentare, devono sapere che così facendo – dice il farmacologo Carruba – «si produce un danno alla salute dei cittadini». Anche le mense, specialmente quelle scolastiche, «dovranno diventare momenti formativi». Insomma laboratori di educazione alimentare.
Il tutto nasce soprattutto per i bambini: i piccoli italiani sono risultati i più ciccioni d?Europa: troppa tv, dicono gli esperti americani che di obesità se ne intendono, che induce a muoversi poco e a mangiar tanto. Certo, la quantità di cibo non può essere standardizzata e varia da persona a persona, a seconda dell?età, del sesso e dell?attività fisica e, non ultimo, anche del proprio patrimonio genetico. Ciononostante la commissione si dovrà sforzare di definire la porzione più giusta, cioè più salubre.
Vero è che sulle nostre tavole, diversamente da cinquant?anni fa, abbondano grassi animali e scarseggiano verdure e frutta. Ed è anche vero che la tendenza a ricercare cibi particolari, prodotti tipici, rari e di qualità non significa necessariamente ingurgitarli in quantità industriali ma certo sarà dura far convivere questi stili di vita con la morigeratezza che il decreto impone. E poi, si chiede giustamente il Codacons, a piccole porzioni corrisponderà anche un piccolo prezzo?

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