13 Novembre 2020

Gli italiani si affidano ai veggenti per immaginarsi un futuro migliore

il mercato dell’ occulto fa boom
Alberto Luppichini nGli italiani, da sempre, hanno bisogno di credere in qualcosa, per risollevarsi dalle miserie della terra che sono costretti ad abitare. L’ innamoramento folle diventa quasi subito infatuazione, un desiderio quasi fisico e soffocante, che poi sfocia inevitabilmente in delusione cocente e, infine, frustrazione. L’ animo umano è così: va avanti per cantonate irrazionali e così procede a tentoni fino a sbandare pericolosamente e raddrizzarsi. La stabilità, a cui in fondo tutti aspiriamo, è un desiderio che non siamo in grado di perseguire fino in fondo. La storia è lì a dimostrarlo. Sintetizzo. Mussolini, puntando su un forte sentimento di italianità e di appartenenza a una medesima Comunità, è riuscito nel miracolo di resuscitare un senso di fratellanza e di Destino Comune che ormai sembrava morto e sepolto. La camicia nera esprimeva un moto d’ orgoglio rassicurante e condiviso. Appeso il Duce a testa in giù, ecco la disillusione e la riconversione verso l’ ideologia incarnata dai partigiani. Anche qui, gli italiani hanno trovato un’ identità, se pur per sottrazione: l’ anti-fascismo ha inasprito gli animi e dispensato odio in abbondanza. La Balena Bianca, così era chiamata la Democrazia Cristiana, ha poi affascinato il popolo, grazie alla lungimiranza politica di un partito che ha saputo costruire una visione per il Paese, attraverso un compromesso fra gli interessi di bottega e quelli dell’ Italia. Il resto è storia recente. Gli italiani si innamorano dei sogni venduti con maestria dal Cavaliere e della sua immaginifica rivoluzione liberale. Infine, ecco il Matteo da Rignano. L’ uomo nuovo, l’ anti-comunista, la fantasia al potere. Matteo Renzi era apprezzato anche dai devoti del Cavaliere, che vedevano in lui l’ uomo in grado di spazzare via il comunismo. Anche lui prima osannato e poi risucchiato nell’ irrilevanza da una prova fallimentare di governo. Dopo il giovanotto fiorentino, nessun esecutivo è stato più votato dagli italiani, i quali si sono stufati delle balle del Palazzo e, ora più che mai, hanno ben altre incombenze a cui provvedere. Oggi, con il maledetto Coronavirus alle calcagna, i nostri connazionali si sono rifugiati nel mondo della completa irrazionalità, al fine di sottrarsi per un attimo agli schizzi di fango quotidiano. Gli italiani, in effetti, presi dalla disperazione del momento, pagano cara la loro devozione alla stabilità e alla certezza, oltre che l’ ossessione compulsiva di programmare il futuro con sufficiente decoro. Il conto è salato, ma quando c’ è di mezzo la paura per il domani, niente è più salvifico di una bella notizia sulla salute e il benessere della propria famiglia e della prole. In questi casi, il portafoglio si apre quasi in automatico, la faccia felice e il cuore più leggero. I dati sono lì a confermarlo. PORTAFOGLI GONFI Secondo un’ indagine del Codacons, ogni giorno 30 mila italiani chiedono un consulto a veggenti, maghi e astrologi. Il portafoglio – dei furbastri- si è gonfiato negli anni a dismisura, considerando che il mercato degli imbroglioni vanta un fatturato di 8 miliardi di euro. Sono numeri da Manovra di Bilancio, che però non rimpinguano le casse dello Stato ma quelle di furbacchioni che di mestiere speculano sull’ ingenuità di milioni di persone. Queste ultime, con dedizione, consultano le stelle, i tarocchi, i fondi di caffè, le cartomanti e chiunque possa aiutarli nelle proprie disgrazie quotidiane. Tutti cercano risposte che non possono avere in questa vita e che si illudono di trovare nei trabocchetti disgustosi di questi delinquenti in circolazione. Le cause principali? La solitudine, la depressione, la sfiducia in sé stessi, la perdita del lavoro o di un familiare a cui si era strettamente legati. Secondo i dati, “l’ occultismo”, come viene definito in gergo, abbonda più al Nord che al Sud. La Lombardia, in particolare, è la regione in cui il fenomeno è più diffuso, con 2800 operatori dell’ occulto e 200 mila clienti. Questi ultimi appartengono a tutti i ceti sociali, con un’ età compresa fra i 30 e i 55 anni. Gli italiani, tuttavia, una colpa ce l’ hanno: si affidano a persone senza scrupoli per immaginarsi un futuro migliore. Così facendo, presi dalla disperazione, prima o poi passeranno a miglior vita. L’ immaginazione non ha prezzo, ma la vita, quella sì. A questo proposito, le parole del Santo Padre sono un balsamo potente contro il dolore: «Non bisogna cercare la felicità seguendo i venditori di fumo, che tante volte sono venditori di morte. Non bisogna seguire costoro perché sono incapaci di darci speranza».

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