1 Novembre 2018

«Gli industriali stanno facendo pressioni per modificare il disegno di legge»

«Le potenti lobby industriali si stanno mobilitando contro la riforma della nuova azione di classe che il ministro Bonafede sta preparando insieme al Codacons e ad altre associazioni di consumatori». Lo denuncia il Codacons Salerno attraverso il suo responsabile, l’ avvocato Matteo Marchetti, secondo cui le lobby dei grandi industriali sarebbero contro la nuova class action perché temono che l’ attuale testo per loro possa trasformarsi in un boomerang facendo esplodere i contenziosi e complicando la vita ai grandi capitani d’ impresa. «Il timore delle grandi aziende trova conferma nei numeri -sostiene Matteo Marchetti, vicesegretario nazionale del Codacons- soltanto in Campania nel 2018 il Codacons ha prodotto centinaia di denunce a dimostrare come il ccordinamento non possa essere zittito, per cui il nuovo strumento potrebbe scardinare vecchie logiche di potere e riequilibrare il rapporto con i Citta dini». La nuova legge sulla class action allarga di molto la platea dei potenziali ricorrenti finora limitata ai soli consumatori: il documento in discussione prevede, in particolare, che l’ azione collettiva possa essere utilizzata da tutti i cittadini ma anche dalle associazioni dei consumatori, nonché la possibilità di aderire all’ azione durante il procedimento e successivamente alla sentenza. «La grande industria sta conducendo pressioni per modificare profondamente il testo del disegno di legge, annullando una serie di passaggi che attutirebbero molto l’ efficacia delle future class action», ha poi aggiunto Marchetti. Tra le principali modifiche proposte dal Coda cons la possibilità che quando una class action venga ammessa dal tribunale, tutti i consumatori interessati siano automaticamente inclusi Questo al fine di consentire a tutti di venire a conoscenza dell’ azione e della possibilità concreta di ottenere un risarcimento. Una volta che la class action è ammessa, i costi della promozione devono essere a carico della società e non a carico del consumatore che agisce. Inoltre l’ introduzione della class action contro le pubbliche amministrazioni che, attraverso i loro comportamenti, finiscano per vessare i Cittadini. Per concludere, l’ introduzione del danno punitivo. La condanna di una società responsabile non può essere limitata alla restituzione della spesa subita ma deve essere proporzionata al fatturato o comunque al danno provocato alla collettività. Proprio per avere un reale effetto dissuasorio nei confronti delle imprese disoneste. Diversamente rimane tutto l’ interesse a mettere in atto un comportamento illecito, magari a danno di milioni di consumatori, in primis le cosiddette microlesioni, sapendo che anche in caso di condanna l’ unica conseguenza è la restituzione delle somme a una piccola percentuale degli stessi.

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