Gli ex di Palazzo “sfilano” in Tribunale
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fonte:
- Il Piccolo
di Corrado Barbacini TRIESTE Due udienze in un giorno, praticamente alla stessa ora. Saranno fischiate le orecchie ieri mattina all’ ex presidente del Consiglio regionale Edouard Ballaman, da qualche mese è «rifugiato» in Sudafrica dove ha stabilito il suo “buen reitiro”. Il suo nome è stato pronunciato assieme a quello di altri 21 tra ex e attuali consiglieri regionali nell’ aula del Gup del Tribunale di Trieste e in contemporanea in quella della Corte dei conti. Le accuse sostanzialmente sono le stesse: peculato per un verso e danno erariale per l’ altro. L’ udienza davanti al gup Giorgio Nicoli che è stata rinviata al prossimo 23 dicembre ha riguardato oltre al leghista autesiliato anche una nutrita pattuglia trasversale di consiglieri, che hanno speso 350mila euro di denaro pubblico. Lo hanno fatto in tutti i modi. Dalle cene al ristorante fino agli acquisti difficilmente riconducibili al concetto di spese di rappresentanza. Si tratta degli ex Pd Sandro Della Mea, Daniele Gerolin, Gianfranco Moretton, Alessandro Tesini, degli ex Pdl Daniele Galasso, Maurizio Bucci, Piero Camber, Gaetano Valenti, Blasoni, Elio De Anna, Piero Tononi e Antonio Pedicini. Ma anche degli ex padani Ugo De Mattia, Federico Razzini, Enore Picco, Danilo Narduzzi e Mara Piccin. E ancora l’ ex capo del gruppo misto Roberto Asquini. Assieme a loro altre persone sono state coinvolte a vario titolo nel vorticoso giro delle spese pazze del Consiglio regionale, come l’ elicotterista Paolo Iuri, fidanzato di Mara Piccin, il tour operator Matteo Caldieraro e il capogruppo in Comune Everest Bertoli. Il prossimo 23 dicembre verranno ufficializzate le scelte processuali degli ex cosiglieri: patteggiamento, rito abbreviato o dibattimento. Nutrita la schiera degli avvocati difensori: Campeis, Toful, Belletti, Pacileo, Ponti, Borgna, Giacomelli e Polacco. È poi da citare anche Pedicini: non un omonimo, ma lo stesso consigliere che difende se stesso. L’ ex Pdl ha annunciato di voler chiedere l’ assoluzione «per l’ insussistenza del fatto». Il gup Nicoli si è riservato di decidere sulla richiesta del Codacons nazionale e regionale di costituirsi parte civile (si tratta di abuso e spreco di denaro pubblico) e sulle eccezioni di indererminatezza dei capi di imputazione che, da alcuni avvocati della pattuglia dei difensori sono ritenuti generici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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