Gli euro-rincari pesano
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fonte:
- Il Gazzettino
Gli euro-rincari pesano
Bruxelles.
Gli euro-rincari pesano per 749 euro sul bilancio di una famiglia che spende 26.400 euro all`anno. Lo afferma l`Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) che proprio contro il caro prezzi da introduzione della moneta unica ieri ha organizzato il primo `sciopero della spesa` al quale, secondo le 4 associazioni, hanno aderito circa 10 milioni di italiani.
«L`Intesa dei consumatori – afferma una nota delle organizzazioni di tutela del consumo – stigmatizza gli aumenti ed arrotondamenti indiscriminati che ci sono stati in tutti settori (dal commercio alla grande distribuzione, dai servizi bancari a quelli assicurativi) e in particolare il mancato ristorno ai consumatori del rafforzamento dell`euro sul dollaro, dato che la riduzione di un litro di benzina è stato di circa 100 lire al litro dal giugno 2001 al giugno 2002, invece di 270 lire (+50 lire del bonus fiscale) che ci dovrebbe essere dal rafforzamento del 15,2\% dell`euro sul dollaro con una sostanziale parità (24 dollari) del costo del barile». Secondo l`Intesa dunque «è vergognoso che monopoli, oligopoli e grandi cartelli facciano pagare ai consumatori due volte il caro prezzi, sia quando il dollaro è forte, con aumenti repentini di materie prime regolate con il biglietto verde, che quando è debole e ci dovrebbero essere diminuzioni sostanziose e non provocatorie di 0,001-0,002 euro per un litro di benzina».Per un pieno di 50 litri di benzina – sottolineano ancora Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc – è intollerabile che i cittadini debbano 7 euro in più del dovuto.
Contro questo stato di cose l`Intesa dei consumatori annuncia che, «qualora non ci dovessero essere sostanziali inversioni di tendenza» per abbassare prezzi e tariffe, «non esclude di organizzare boicottaggi verso quei prodotti e quei servizi che sfuggendo ad ogni regola ed ogni controllo, decurtano sostanzialmente il potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni».
Le organizzazioni dei consumatori sostengono che ci sono stati aumenti dei prezzi anche del 400\% (è il caso di un farmaco tranquillante) e mettono sulla graticola l`Istati, e ovviamente l`Eurostat, in quanto i parametri adottati sono gli stessi.
Aumenti come quelli di Rc auto e moto, ad esempio, secondo `Altroconsumo` (associazione indipendente di consumatori), pesano sulle famiglie sette volte di più rispetto a quanto calcolato dall`Istat.
Per ricucire lo strappo inflazione percepita dai consumatori e quella rilevata dalle statistiche ufficiali, le associazioni dei consumatori chiedono all`istituto di statistica di cambiare la composizione del paniere perché la società si è modificata con varie tipologie di famiglie e consumatori e nuove voci di spesa da considerare. Dal paniere “ufficiale“ che ammonta a ben 930 voci, tsarebbero tra l`altro spariti “misteriosamente“ alcuni beni il cui prezzo è in continua ascesa (rasoi elettrici, lastra al torace, cappelli da uomo, cognac) mentre sono stati inseriti beni il cui prezzo diminuisce (occhiali da sole, salmone fresco, certificati anagrafici, patatine fritte).Come mai – si chiedono Adusbef e Codacons – i cittadini non possono partecipare alla scelta dei beni oggetto di rilevazione visto che sono i diretti acquirenti. Vogliono inoltre dal governo un impegno «per evitare altri aumenti dei prezzi e per un recupero del potere di acquisto», con riferimento in particolare al metano (riduzione dell`Iva sul riscaldamento dal 20\% al 10\%), all`Rc auto (riforma per contenere gli aumenti), alla benzina (affinché le riduzioni del petrolio vadano a beneficio dei consumatori) alla multa antitrust di 700 miliardi di lire ad alcune compagnie di assicurazione da utilizzare a vantaggio dei consumatori.
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