«Gli azionisti ora vanno risarciti» Le crociate delle associazioni
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fonte:
- Il Resto del Carlino
dal codacons a federconsumatori: ecco le iniziative in campo
di SARA FERRERI NUOVA BANCA MARCHE e azionisti cancellati in una notte assieme agli obbligazionisti subordinati? La vicenda è «tutt’ altro che chiusa» per Federconsumatori che annuncia battaglia perché i «43mila azionisti non sono tutti uguali». Così Gianni Santori, presidente della Federconsumatori Marche mentre Codacons lancia l’ azione risarcitoria collettiva: «Stiamo predisponendo una apposita azione risarcitoria, riservata ai piccoli investitori – spiega il presidente Carlo Rienzi – per far ottenere loro il rimborso totale del valore di azioni e obbligazioni subordinate, chiamando in causa i responsabili della mala-gestione dell’ istituto di credito. A rispondere saranno anche quelle banche che hanno proposto agli utenti titoli a elevato rischio, generalmente piazzati a investitori istituzionali, senza fornire le dovute informazioni sulla pericolosità degli investimenti». PER FEDERCONSUMATORI Santoni denuncia: «E’ vero che chi investe su questi titoli lo fa a proprio rischio. Ma è altrettanto vero che chi vende questi titoli lo deve fare accertando se il profilo di rischio dell’ acquirente è adeguato al titolo che viene venduto e fornendo le informazioni corrette e in molti casi non è stato così». Poi l’ esempio: «Quella che chiameremo la signora Maria, pensionata 80enne che ha sempre investito i propri risparmi in Bot, un bel giorno si reca in banca per rinnovare i titoli in scadenza e si sente proporre da quella che da sempre è la ‘sua’ banca un investimento in azioni della banca stessa. Titoli sicuri, trasformabili in qualsiasi momento, proposti da quella che i marchigiani considerano una vera e propria istituzione che a una vecchia cliente non avrebbe mai proposto titoli spazzatura. Maria, come ha sempre fatto, firma un ‘pacco’ di carte che la banca gli sottopone e se ne va tranquilla. Non sa che il suo profilo di rischio è incompatibile con il titolo vendutole, che alcune importanti informazioni le sono state taciute. Fino a che non sente strane voci sulla sua banca che non è più così solida come credeva, allora chiede di vendere questi titoli così facili da cedere, ma non riesce. E qualche giorno fa si sente dire che le sue azioni non valgono più nulla. Ecco – aggiunge Santori – per noi il caso della signora Maria non può dirsi chiuso, a questi casi un soluzione va trovata. Così come per i correntisti invitati a trasformare in obbligazioni subordinate giacenze di conto corrente». E ANCORA l’ appello è rivolto ai nuovi vertici: «E’ interesse della nuova banca nascere sulle macerie di una vicenda che ha intaccato pesantemente l’ immagine dell’ istituto?». L’ azzeramento dei titoli di credito per un valore di quasi 1,5 miliardi saranno al centro di un incontro pubblico organizzato dagli azionisti privati e dei dipendenti-azionisti il 3 dicembre a Jesi.
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