22 Marzo 2011

Gli autovelox troppo sensibili occorre una regolamentazione

Al centro del dibattito le apparecchiature elettroniche installate dai Comuni di Lercara Friddi e Castronovo di Sicilia

 
Autovelox croce e delizia degli automobilisti. La strada statale 189 «Palermo-Agrigento» sta assumendo la fisionomia di un’arteria «spenna-utenti». Vi sono Amministrazioni comunali che hanno installato le apparecchiature elettroniche nei tratti di propria competenza rispettando alla lettera la direttiva prefettizia che autorizza il rilevamento della velocità lungo la statale che viene considerata «assai pericolosa».
Da qualche parte, però, c’è chi lamenta una esagerazione nell’utilizzo di queste macchine ‘infernali’. Vi sono automobilisti che vengono sanzionati più volte in un mese perchè superano il limite di 10/20 chilometri. E sono numerosi i ricorsi presentati in Prefettura dagli utenti ‘colpiti’ dagli autovelox.
In queste ore il parlamentare nazionale Vincenzo Antonio Fontana (Pdl) ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e al ministro dell’interno in relazione alla decisione «delle Amministrazioni comunali di Castronovo di Sicilia e di Lercara Friddi di installare autovelox fissi con limiti di velocità estremamente ridotti in tratti di strada che non giustificano tale esagerato – scrive il deputato – rallentamento della marcia, provocando a volte un grave pericolo a seguito di repentine frenate per non incorrere nelle sanzioni previste».
Secondo l’onorevole Fontana «questa misura obbedendo più ad esigenze di far cassa oltre che a rispettare di sicurezza, penalizza oltre modo chi e è costretto a spostarsi frequentemente lungo la strada in questione per impegni di lavoro e di studio, come conferma anche la presenza di autovelox mobili presenti sulla stessa strada ad iniziativa di Amministrazioni comunali limitrofe».
Secondo l’onorevole Fontana «sarebbe opportuno che l’Anas, in qualità di proprietaria della strada, prima di dare il suo nulla osta svolgesse gli accertamenti necessari per stabilire la congruità delle limitazioni di velocità imposte» e «sarebbe auspicabile una maggiore attenzione dei Prefetti che hanno l’autorità per far svolgere quelle indagini che riterranno opportune, ed eventualmente agire nei confronti di quelle Amministrazioni locali che utilizzano questi sistemi per colpire le tasche dei cittadini anzichè garantirne la sicurezza».
L’onorevole Fontana chiude l’interrogazione chiedendo «quali atti intende intrapresendere il Governo al fine di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza della strada ‘Agrigento-Palermlo’, rimuovendo quelle condizioni vessatorie che poco incidono sul comportamento virtuoso degli automobilisti e che si traducono in un elevato costo accessorio per chi è costretto a percorrere un’arteria che già prezzi molto elevati ha fatto pagare in termini di vite umane».
Ai primi di marzo si è svolta in Prefettura una rione nel corso della quale, alla presenza dei funzionari della polizia stradale e dei rappresentanti dei Comuni interessati, si è deciso di razionalizzare meglio gli autovelox installati sulle statali 121 e 189. I Comuni di Castrnovo e di Lercara potranno far funzionare le apparecchiature per ciascun senso di marcia (ma soltanto con un autovelox).
Il Codacons, intanto, ha chiesto l’intervento dei Prefetti di Agrigento e Palermo in relazione agli autovelox taroccati. «Bisogna restituire il maltolto agli automobilisti», ha detto il segretario nazionale Francesco Tanasi. Il riferimento è alla recente inchiesta della procura di Brescia che ha scoperto un giro di autovelox ‘taroccati’. Vi sono 146 Comuni coinvolti (18 siciliani) e tra questi vi sono anche Altofonte, Altavilla, Ficarazzi, Isola, Pollina e Trappeto (nel Palermitano) e Aragona (nell’Agrigentino). C’è da stabilire se i Comuni sono parte lesa oppure erano a conoscenza dell’inganno. I consumatori, e sono centinaia, stanno preparando i ricorsi.

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