26 Gennaio 2005

Gli automobilisti rivogliono i punti

PATENTE. Dopo la sentenza della Consulta


Gli automobilisti rivogliono i punti


Le associazioni dei consumatori preparano i ricorsi




Roma. Il calo nel numero delle vittime di incidenti stradali (1600 in meno nel biennio 2002 – 2004 rispetto al precedente) non è bastato a tenere la legge sulla patente a punti al riparo da ricorsi e sentenze. Ma quella di lunedì della Corte costituzionale, che abroga la norma che prevedeva la decurtazione dei punti al proprietario dell?auto in caso di mancata identificazione del conducente, rischia di avere lo stesso effetto di un terremoto sulle fondamenta della legge. Alcune associazioni dei consumatori si sono mobilitate per ottenere la restituzione di tutti i punti tolti agli automobilisti in applicazione della norma ora abrogata dalla Consulta. «La dichiarazione di incostituzionalità di una legge», spiega in una nota Intesaconsumatori, «determina la caducazione ex ante della norma. Di conseguenza, è come se la norma abrogata non fosse mai esistita». Anche il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi lunedì si era pronunciato a favore della retroattività. Per questo, l?associazione ha fatto sapere che «è stato già avviato un tavolo di lavoro con il ministero dell?Interno per restituire i punti ingiustamente tolti agli automobilisti non identificati». Al tavolo, come ha confermato Lunardi in un?intervista a Repubblica , partecipa anche il ministero dei Trasporti. Lunardi ha in pratica confermato che i punti saranno resituiti.
Intesaconsumatori, che riunisce molte sigle di associazioni, auspica che il governo risolva in fretta la situazione, altrimenti sono già pronti a scattare «centinaia di migliaia di ricorsi ai giudici di pace, obbligati a non eludere la sentenza della Corte Costituzionale».
L?associazione si è affrettata a sottolineare, così come ha fatto Lunardi, che l?abrogazione della norma non mina l?impianto della legge sulla patente a punti. «A patto», secondo Intesaconsumatori, «che vengano rafforzati i controlli ed istituiti sistemi di garanzia». Anche secondo Lunardi «la legge sulla patente a punti è sana e vegeta e non è stata toccata nella sua sostanza». Il ministro ha aggiunto che sono allo studio «altre misure per aumentare la sorveglianza e garantire l?identificazione» dei responsabili delle infrazioni. Perché ora il rischio è che gli automobilisti si sentano «autorizzati» a tornare indisciplinati, contando sul fatto che solo quando si è fermati e identificati le forze dell?ordine possono far scattare la decurtazione dei punti. Lunardi ha comunicato che 18 mila poliziotti in più saranno presenti sulle strade, dopo che il servizio di scorta ai trasporti eccezionali è stato affidato a ditte private.
Ma la polizia stradale si attende di più. Il Lisipo, Libero sindacato di polizia ha espresso ieri viva soddisfazione per la sentenza della Consulta, ma ha chiesto rinforzi. In seguito all?abrogazione della norma e alla conseguente previsione dell?obbligo di contestazione immediata, secondo il Lisipo «i vertici del ministero dell?Interno» dovrebbero riflettere sull?opportunità di aumentare la presenza della polizia sulle strade. «Ultimamente», lamenta il sindacato di polizia, «si è pensato solo a privilegiare quei servizi mirati a far cassa, come nel caso dei raid degli autovelox selvaggi». Con buona pace di chi decide di costringere i poliziotti a nascondersi dietro una siepe o un guard rail per fotografare gli automobilisti a tradimento. Ci si dovrebbe invece preoccupare di più «della vita degli italiani intensificando massicciamente la vigilanza sulle strade. È risaputo che la sola presenza di polizia fa da deterrente a tutti gli automobilisti indisciplinati».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this