28 Agosto 2007

Gli aumenti peseranno in media per 1.100 euro a famiglia

L`AUTUNNO dei rincari non ci costringerà a tirare la cinghia solo per comprare la pasta e il pane o per pagare la bolletta della luce, del gas e dell`acqua. Se è vero, come hanno denunciato le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che gli aumenti peseranno in media per 1.100 euro a famiglia, in pratica uno stipendio in fumo, un`altra mensIlità se ne andrà per sostenere il caro-rate di mutui e prestiti. Tutta colpa, in questo caso, dell`aumento dei tassi deciso in meno di due anni dalla Banca centrale europea che ha portato il costo del denaro dal 2 al 4%. Un raddoppio (ma potrebbe non essere ancora finita) che ha reso sempre più pesante il rimborso dei finanziamenti richiesti per l`acquisto della casa, ma anche dell`auto, dei mobili o delle vacanze. Con l`aumento dei tassi sui mutui, avverte Paolo Landi segretario generale dell`Adiconsum, “un`intera mensilità se ne va per pagare gli interessi aggiuntivi“. Una denuncia che trova conforto nei numeri. Nell`ultimo anno e mezzo il tasso dei mutui variabili è cresciuto di circa un terzo. Così, sempre secondo i calcoli di Adiconsum, se prendiamo un mutuo variabile di 100mila euro, le rate si sono aggravate di 828 euro all`anno per una scadenza a quindici anni, di 972 per un mutuo ventennale e di ben 1200 euro per un trentennale. Una mensilità in più, appunto. E questo maggior esborso rischia di crescere di altri 200 euro proprio nelle prossime settimane a causa dell`aumento dell`Euribor, il tasso interbancario di riferimento per i mutui variabili. LA MENSILITÀ in più `bruciata` nel bilancio familiare per il caro-mutui, avverte sempre Landi, è stata compensata dalle famiglie con una riduzione delle vacanze e della spesa per abbigliamento e alimentazione. Ma nonostante questo tirare la cinghia, molte famiglie sono in difficoltà. E il rischio, prosegue il segretario generale dell`Adiconsum, è che si entri in una spirale perversa di sovraindebitamento. Ovvero, nuovi debiti per pagare i vecchi debiti. E purtroppo, conclude Landi, quando si è con l`acqua alla gola si finisce anche di essere preda dell`usura. Per frenare il pericolo sovraindebitamento l`Adiconsum chiede che nella prossima Finanziaria siano previsti aiuti per le famiglie a più basso reddito e agevolazioni per i giovani che hanno acquistato la prima casa accendendo un mutuo e oggi fanno fatica a rimborsarlo con entrate erose dai rincari. E se al mutuo sommiamo anche la rata dell`auto o quella per il televisore, si fa presto a vedere saltare il bilancio familiare. In questi ultimi anni, infatti, oltre al boom dei mutui abbiamo assistito all`enorme crescita del credito al consumo. Complessivamente, secondo Bankitalia, il rapporto tra debiti e redditi degli italiani è salito l`anno scorso al 47% (quasi la metà rappresentato dalla voce mutui). E per la Cgia di Mestre il rosso in banca sfiora ormai i 15mila euro a famiglia. Del resto, secondo l`Osservatorio di Assofin sul credito al consumo, da gennaio a giugno del 2007, sono stati erogati finanziamenti per circa 31 miliardi di euro con un`ulteriore crescita dell`11,8%. MA PROPRIO l`Assofin, attraverso il direttore operativo Giuseppe Piano Mortari, spegne l`allarmismo sul sovraindebitamento. Perchè la percentuale tra debiti e reddito disponibile degli italiani (il 47% come si diceva) è ben lontana ancora dal 66% della Francia, il 100% della Germania, il 150% circa di Stati Uniti e Inghilterra. Non solo, la maggior parte dei finanziamenti di credito al consumo sono a tasso fisso (con un taeg medio per un prestito-auto che viaggia attorno al 10%) e quindi le rate sono rimaste stabili. E comunque, conclude Piano Mortari, la concorrenza ha spinto banche e finanziarie ad assoribire in larga misura il caro-tassi.

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