Gli anziani nel mirino delle truffe
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fonte:
- Il Gazzettino
Gli anziani nel mirino delle truffe
La realtà va oltre la fantasia nei casi di truffa, che colpiscono soprattutto chi è solo, quando è più solo. Cioè gli anziani, d`estate con i figli in vacanza.La Federazione dei pensionati Cisl di Rovigo, giocando d`anticipo sulla “bella stagione“, ha convocato alla Cassa edile una riunione su “Prevenzione e sicurezza contro raggiri e truffe ai danni degli anziani“.Il commissario capo della questura Cosimo Mancini e il segretario regionale dell`Adiconsum Walter Pierobon, hanno trovato un centinaio di persone in platea, in prevalenza pensionati, ad ascoltarli nelle esperienze collaudate a smascherare i truffatori.“Gente organizzata a delinquere, veloce a colpire e poi a trasferirsi per trovare nuove vittime“, ha raccontato Pierobon. Le truffe nascono soprattutto nel triangolo geografico tra Padova, Venezia e Vicenza. Da qui raggiungono le altre province e periodicamente, dopo aver cambiato denominazione sociale, i truffatori riprendono lo stesso itinerario.In Polesine, ogni anno, sono un centinaio i casi di truffa segnalati all`Adiconsum di Rovigo. Un`ottantina arrivano al Codacons (esclusi i casi riguardanti la telefonia) e in media oltre 70 alla Federconsumatori.I dati, tuttavia, sono parziali perché le vittime, in maggioranza, non hanno il coraggio di mostrarsi nei panni di chi è stato raggirato, oppure fermano i propositi di ricorso davanti alle spese dell`azione legale. E così scelgono di arrendersi alla truffa, pagando.La casistica è degna della migliore tradizione della commedia all`italiana, ma c`è poco da ridere, perché il conto pagato dalle vittime è sempre salato. Si va dai 150 euro per “l`anello d`oro fino“, cioè le “patacche“ offerte per strada da chi dice d`aver trovato il prezioso per terra, e lo propone “a pochi euro“ al primo passante che gli dà attenzione. Fino ai 4.000 euro di buoni acquisto, in conto a chi pensava di firmare solo la ricevuta per una tessera-sconti, e invece si ritrova titolare di una compravendita.I mezzi sono vari. Basta anche un tubo, com`è stato per la ditta del Padovano che vendeva purificatori d`acqua: tubi, appunto, da installare all`impianto idrico, che in realtà non purificavano alcunché (e sono un centinaio i contenziosi assistiti dai legali di Adiconsum).C`è poi c`è il fascino della divisa, falsa naturalmente. “I truffatori dicono di agire per conto di un ente, come scusa per entrare in casa e arraffare tutto quello che possono. Ma nessun rappresentante dell`Enel, dell`Inps o di chicchessia ha titolo per chiedere soldi“, ha ricordato Pierobon.Chi non finisce nella rete dei truffatori, a volte cade nella rete telematica. E qui, se non si tratta di televendite, si tratta dei servizi o contratti telefonici intestati senza espressa richiesta. Ultimamente sono i casi più segnalati alle associazioni a difesa dei consumatori (sei casi la scorsa settimana solo allo sportello Codacons di Rovigo).
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