20 Maggio 2007

Gli animali non fanno le cose con cattiveria

Gli animali non fanno le cose con cattiveria. Seguono solo l`istinto. E quello dei “bisogni“ è un istinto naturale. Si comprende bene che la questione, quella dei “ricordini“ degli animali da compagnia lungo i marciapiedi della città, sia tanto delicata, quanto poco profumata. Una questione annosa. E il problema rimane sempre quello: come fare per educare i padroni ad evitare che gli animali insozzino le strade e trovare sistemi efficaci per rimuovere gli escrementi. E tra le tante zone che soffrono della “puzzolente“ condizione, corso Cavour e Borgo XX giugno possono dirsi al limite della sopportazione. Tanto che la domenica precedente alla festa di sant`Antonio, patrono degli animali domestici, l`abate di San Pietro, don Giustino Farnedi, ha evidenziato, nella predica, come una città “non possa definirsi civile quando viene coperta dagli escrementi degli animali, questo per una falsa interpretazione dovuta al rispetto delle creature, quando il primato viene tolto all`uomo per darlo agli animali“. Il cane è il migliore amico dell`uomo, ma molti proprietari, con il loro modo di fare, diventano i peggiori nemici degli uomini. Animali che scorrazzano liberi, che entrano dove non dovrebbero e che, soprattutto, lasciano sgraditi ricordi sui marciapiedi, nei parchi e sulle ruote delle auto. Una situazione che in alcune zone della città è divenuta insostenibile. “La condizione di Borgo XX giugno e corso Cavour è intollerabile – dice Alda Picciotti, una simpatica nonna a spasso con la nipotina – dalle scale di Sant`Ercolano fino ai Giardini del Frontone bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi. I marciapiedi sono pieni di escrementi di cani e piccioni che stanno lì per giorni senza che nessuno ripulisca“. Anche le aree verdi cittadine dove sussiste il divieto di portarvi gli animali non vengono risparmiate. Il Frontone, ad esempio, sono un luogo fresco e tranquillo, con un`area verde ben curata, molto frequentato da anziani e mamme con bambini, ma anche lì si avverte un certo disagio. Alcuni giorni fa, gli operatori della Comunità montana hanno trovato un cane che faceva il bagno nella fontana dei giardini del Frontone (il luogo è anche interdetto ai cani, ma nessuno rispetta tale divieto). Hanno chiesto al proprietario che ci faceva il cane nella piscina e questi ha risposto: “si rinfrescava per il caldo e, poi, mica se li mangia i pesci“. Un`indagine della Gesenu sulla soddisfazione degli utenti, ad esempio, riportava le lamentele di ben 1.243 intervistati che chiedevano di multare i padroni degli animali che sporcano e che non ripuliscono; il 48 per cento degli intervistati, inoltre, lamenta che troppe volte la signora con cagnolino tira dritto, invece, di raccogliere la “pupù“ dell`animale. Secondo il Codacons, inoltre, solo il 20 per cento degli sgradevoli “ricordini“ viene rimosso. Ogni mattina i negozianti spazzano l`ingresso della propria attività commerciale eliminando le tracce del passaggio degli animali, mentre davanti ai portoni o in altri punti dei marciapiedi, senza volenterosi, lo sporco rimane. “Non è assolutamente igienico, soprattutto d`estate con i sandali, e poi per colpa dei piccioni non ci si può sedere neppure su di una panchina – afferma Rita Poldrini, una signora in pensione che ama passaggiare lungo le vie del Borgo Bello – cosa costa comprarsi paletta e busta e portarsi via ciò che ha fatto il proprio animale? Si parla dei diritti degli animali, ma il rispetto per gli uomini dov`è finito?“. Eppure il regolamento comunale parla chiaro: i padroni devono raccogliere le feci degli animali.

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