Gli “Amici del cuore” compiono vent’ anni
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fonte:
- Gazzetta di Modena
di Saverio Cioce Vent’ anni vissuti sempre sul filo del possibile, tenendo insieme chirurgia, assistenza psicologica e sanitaria per i malati di cuore. È questo il filo rosso che unisce, altalenante come un elettrocardiogramma, le attività degli “Amici del cuore” di Modena. Nei giorni scorsi la festa del ventennale e la tavola rotonda tra esperti hanno dato conto della lunga marcia per sensibilizzare i pazienti e i sanitari sulle malattie del cuore. «Io mi sono salvato dall’ infarto per una casualità – racconta Gianni Spinella, cofondatore dell’ associazione assieme a Roberto Parravicini, Franco Pala e Roberto Ricchetti – Mi hanno portato in ospedale per un controllo perchè avevo un fortissimo dolore al petto; il tempo di fare gli esami, una delle prime coronarografie, e mi è arrivato l’ infarto vero. Mi hanno curato, operato al cuore e salvato. Tra degenza e post degenza è passato un anno in cui ho potuto osservare da dentro, come paziente, come funzionava la macchina sanitaria, nelle piccole e grandi cose. Solo per fare un esempio voglio ricordare che su trenta pazienti di Cardiologia al Policlinico c’ era un solo bagno: una cosa indegna per una città come Modena. Così, avendo fatto amicizia con il primario Parravicini e con altri pazienti quando sono uscito l’ unico pensiero che ho avuto è stato quello di evitare ad altri quello che mi era toccato passare. Da lì è nato tutto». Da quelle esperienze è nato un sodalizio che si è esteso a tutta Italia, unendosi ad altre realtà simili, il Conacuore, di cui lo stesso Spinella è presidente. Quest’ ultimo, a Modena da quasi quarant’ anni, un passato di dirigente dell’ ex Pci nel Cosentino e poi nella nostra città, è finito nel vulcano delle polemiche quando pochi mesi fa ha dato il via, grazie al Codacons, a un’ inchiesta che ha travolto la Cardiologia modenese, portando agli arresti tra l’ altro i vertici del reparto, la dottoressa Maria Grazia Modena e Giuseppe Sangiorgi. Ma lui sorvola sull’ argomento, visto che l’ inchiesta è in corso, e preferisce sottolineare i progressi fatti dall’ associazione, la collaborazione stretta con tanti sanitari di spicco, primari e medici, a cominciare da quel Parravicini che lo operò tanti anni fa. «Dagli anni ’90 sono in pensione dopo una vita spesa tra i banchi come insegnante – continua con un sorriso indecifrabile – Diciamo che ho svolto il servizio per la comunità in cui vivo facendo il volontario a tempo pieno». Associazionismo, tempo libero, ma anche un’ educazione sanitaria gratuita e alla portata di tutti, coinvolgendo la cittadinanza e le autorità. Sono stati questi gli ingredienti che hanno permesso di fare gruppo, portando in porto, ad esempio, la legge che autorizza i non medici a utilizzare i defibrillatori. Quest’ alleanza dei “Parlamentari per il cuore”, che ha messo insieme Barbolini e Giovanardi, è servita come modello di collaborazione anche per altre iniziative. Oggi, a parte l’ ambulatorio che a Modena effettua visite specialistiche gratuite, ci sono iniziative di formazione per i camici bianchi e borse di studio per i giovani più promettenti. Grazie a un’ intesa firmata con l’ ex rettore dell’ ateneo, Pellacani, sono stati stati raccolti e spesi 300 mila euro che hanno permesso di tenere legati al servizio sanitario sette ricercatori e chirurghi.
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