13 Maggio 2013

Gli “Amici del cuore” compiono vent’ anni

Gli “Amici del cuore” compiono vent’ anni

di Saverio Cioce Vent’ anni vissuti sempre sul filo del possibile, tenendo insieme chirurgia, assistenza psicologica e sanitaria per i malati di cuore. È questo il filo rosso che unisce, altalenante come un elettrocardiogramma, le attività degli “Amici del cuore” di Modena. Nei giorni scorsi la festa del ventennale e la tavola rotonda tra esperti hanno dato conto della lunga marcia per sensibilizzare i pazienti e i sanitari sulle malattie del cuore. «Io mi sono salvato dall’ infarto per una casualità – racconta Gianni Spinella, cofondatore dell’ associazione assieme a Roberto Parravicini, Franco Pala e Roberto Ricchetti – Mi hanno portato in ospedale per un controllo perchè avevo un fortissimo dolore al petto; il tempo di fare gli esami, una delle prime coronarografie, e mi è arrivato l’ infarto vero. Mi hanno curato, operato al cuore e salvato. Tra degenza e post degenza è passato un anno in cui ho potuto osservare da dentro, come paziente, come funzionava la macchina sanitaria, nelle piccole e grandi cose. Solo per fare un esempio voglio ricordare che su trenta pazienti di Cardiologia al Policlinico c’ era un solo bagno: una cosa indegna per una città come Modena. Così, avendo fatto amicizia con il primario Parravicini e con altri pazienti quando sono uscito l’ unico pensiero che ho avuto è stato quello di evitare ad altri quello che mi era toccato passare. Da lì è nato tutto». Da quelle esperienze è nato un sodalizio che si è esteso a tutta Italia, unendosi ad altre realtà simili, il Conacuore, di cui lo stesso Spinella è presidente. Quest’ ultimo, a Modena da quasi quarant’ anni, un passato di dirigente dell’ ex Pci nel Cosentino e poi nella nostra città, è finito nel vulcano delle polemiche quando pochi mesi fa ha dato il via, grazie al Codacons, a un’ inchiesta che ha travolto la Cardiologia modenese, portando agli arresti tra l’ altro i vertici del reparto, la dottoressa Maria Grazia Modena e Giuseppe Sangiorgi. Ma lui sorvola sull’ argomento, visto che l’ inchiesta è in corso, e preferisce sottolineare i progressi fatti dall’ associazione, la collaborazione stretta con tanti sanitari di spicco, primari e medici, a cominciare da quel Parravicini che lo operò tanti anni fa. «Dagli anni ’90 sono in pensione dopo una vita spesa tra i banchi come insegnante – continua con un sorriso indecifrabile – Diciamo che ho svolto il servizio per la comunità in cui vivo facendo il volontario a tempo pieno». Associazionismo, tempo libero, ma anche un’ educazione sanitaria gratuita e alla portata di tutti, coinvolgendo la cittadinanza e le autorità. Sono stati questi gli ingredienti che hanno permesso di fare gruppo, portando in porto, ad esempio, la legge che autorizza i non medici a utilizzare i defibrillatori. Quest’ alleanza dei “Parlamentari per il cuore”, che ha messo insieme Barbolini e Giovanardi, è servita come modello di collaborazione anche per altre iniziative. Oggi, a parte l’ ambulatorio che a Modena effettua visite specialistiche gratuite, ci sono iniziative di formazione per i camici bianchi e borse di studio per i giovani più promettenti. Grazie a un’ intesa firmata con l’ ex rettore dell’ ateneo, Pellacani, sono stati stati raccolti e spesi 300 mila euro che hanno permesso di tenere legati al servizio sanitario sette ricercatori e chirurghi.

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this