16 Dicembre 2001

Gli album antihacker rischiano di non funzionare su alcuni impianti.

SPETTACOLI

Dischi blindati, le star sfidano i pirati

Ma gli album antihacker rischiano di non funzionare su alcuni impianti. Allarme dei consumatori

Se l?ultimo disco che avete comprato non dovesse funzionare, emettesse fischi invece delle note, non pensate alla fregatura. Insomma, non avete fra le mani un «tarocco» di scarsa qualità fabbricato da un principiante della pirateria fai-da-te. Anzi. Il cd potrebbe non funzionare perché è stato protetto contro la duplicazione illegale: durante la produzione, oltre alla musica, è stato inciso un programma che impedisce di trasformare le canzoni in file mp3 e di copiarle sul computer e, quindi, di diffonderle in tutto il mondo via Internet. La traccia anti-pirati non disturba l?ascolto, è impercettibile all?orecchio, ma può «mandare in confusione» gli apparecchi, soprattutto alcuni vecchi stereo, i lettori dei pc e quelli per la macchina. E? capitato in Inghilterra con «White lilies island», ultimo disco di Natalie Imbruglia, riportato nei negozi da fan furibondi. Stessa tecnologia, ma nessuna protesta, per Michael Jackson, Madonna, Five e ?N Sync che hanno distribuito il loro cd con una protezione rigidissima in Germania, con una barriera più debole negli Usa e senza in Gran Bretagna. Un test per capire le razione del mercato. E in Italia? Nei negozi, per ora, circola una decina di titoli con il sistema antipirateria, soprattutto quelli dei big internazionali, i più a rischio contraffazione. Il primo italiano ad alzare la barriera informatica è stato Tiziano Ferro con «Rosso relativo», prodotto dalla Emi: «E? un tentativo di salvaguardare il diritto d?autore senza compromettere il consumatore – dice la casa discografica – i primi album protetti spesso avevano problemi di funzionamento sui computer, in quello di Tiziano Ferro abbiamo inserito un?ulteriore traccia che viene riconosciuta dai computer: si ascolta, ma non si copia». La Universal ha annunciato un piano mondiale anti-pirateria: entro l?estate prossima tutte le nuove pubblicazioni avranno questa tecnologia.

Insomma, dopo la battaglia contro Napster e i siti Internet che consentono lo scambio di musica gratis, nel mirino delle aziende non ci sono solo le grandi centrali collegate alla malavita, ma anche i privati che operano su scala ridotta e rivendono ad amici e colleghi i dischi masterizzati. «Si stima che la pirateria, in Italia, copra il 25% del mercato, per un valore di 350 miliardi di lire – dice Enzo Mazza, direttore generale della Fimi, federazione delle case discografiche – e nei primi dieci mesi dell?anno sono stati sequestrati 900 mila pezzi contraffatti».

Ma gli hacker sono già due passi avanti e annuncian o sui siti Internet di aver trovato il sistema per far saltare i lucchetti virtuali. C?è un ulteriore problema: se non posso copiare il cd sul computer, non posso ascoltarlo con i walkman digitali. «Stiamo lavorando anche a questo: non possiamo ostacolare la portabilità della musica. Insomma il consumatore deve pagare, ma una sola volta, e poter ascoltare il disco dove vuole», spiega Marco Blasi, direttore finanziario di Universal.
E se il cd non funziona, che fare? In California, una donna ha aperto la prima causa legale contro una casa discografica indipendente perché non era indicato che il disco (per la cronaca «A Tribute to Jim Reeves» di Charley Pride) non era compatibile con i computer. Attacca il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che denuncia anche aumenti dei dischi che «volano» sopra le 40.000 lire: «Se con le nuove tecnologie un cd non si può usare è una truffa. Inoltre è necessario che il consumatore sia avvertito in modo chiaro ed evidente dell?esistenza del rischio». Quello di Tiziano Ferro è in regola: sul retro e in carattere piccolo si legge: «Questo cd è protetto da una tecnologia anticopia». Nessuna paura, comunque: Alfredo Conti, direttore commerciale delle Messaggerie Musicali, garantisce: «Sinora non è mai accaduto, ma siamo pronti a sostituire il cd».

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