10 Maggio 2015

«Gli agricoltori proseguano con le buone pratiche»

«Gli agricoltori proseguano con le buone pratiche»

il presidente cia puglia: non perdiamo tempo.
• «Gli agricoltori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto proseguano con le buone pratiche, la Xylella non aspetta i tempi della giustizia». È l’ appello del presidente regionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Raffaele Carrabba, dopo la sentenza del Tar Lazio che sospende il Piano Silletti. «Non ci permettiamo assolutamente di commentare una decisione del Tar – dice Carrabba – ma non possiamo non sottolineare come la sospensione dell’ operatività del Piano Silletti sancita dal Tar del Lazio, che si esprimerà nel merito fra sette mesi, potrebbe davvero compromettere l’ olivicol tura e l’ economia pugliese oltre che l’ intero paesaggio della nostra regione». Questi ulteriori sette mesi, continua, «potrebbero davvero dare il colpo di grazia ad una situazione di emergenza che, se non affrontata adeguatamente, potrebbe avere un impatto devastante sull’ economia non solo agricola della Puglia». Intanto Bruxelles aspetta di vedere nel dettaglio gli effetti della sospensiva del Tar e prevede l’ entrata in vigore «entro la settimana del 18 maggio» delle nuove misure anti-Xylella approvato dal Comitato per la salute delle piante la settimana scorsa. A Lecce, nel frattempo, l’ associazione dei consumatori Codacons – su iniziativa del presidente nazionale Carlo Rienzi e su mandato del presidente Giuseppe Ursini – ha depositato in Procura un primo atto con il quale si dichiara pronta a costituirsi parte civile in vista di un eventuale processo nell’ ambito dell’ in chiesta penale avviata dalla magistratura salentina per il caso Xylella. L’ incarico di seguire la questione è stato conferito all’ av vocato Piero Mongelli, del Codacons di Lecce. L’ associazione ha deciso sia di intervenire autonomamente all’ interno del procedimento penale, sia di invitare tutti i cittadini, olivicoltori e vivaisti interessati ad aderire all’ azione intrapresa collegandosi al sito nazionale codacons.it e compilando l’ apposito form. Così da diventare parte attiva «nella difesa dell’ enorme patrimonio.
 
 

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