5 Maggio 2011

Gli affari sull’emergenza rifiuti

Gli affari sull’emergenza rifiuti, il danno ambientale, l’aumento illegittimo della Tarsu, la mancata utilizzazione dei lavoratori dei Consorzi e la cattiva gestione dell’Asia: questi i temi degli interventi del candidato sindaco, Antonio Medici, e dei candidati al consiglio Sandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti, Luisa Ragusi e Renato Siciliano nel corso della manifestazione svolta nei pressi della discarica di Piano Borea. «A Benevento non c’è mai stata una vera emergenza rifiuti (tranne brevi periodi 6 o 7 anni fa per i blocchi dell’impianto Cdr). È stata inventata per giustificare lo sperpero di denaro pubblico per spese incomprensibili (scarrabili poi spariti, sedi attrezzate e mai utilizzate, apparecchiature mai usate) oppure per affidare incarichi a ditte senza gare, per gestire in modo clientelare il personale ed aumentare illegittimamente la Tarsu». Per Medici l’amministrazione uscente si vanta di aver organizzato la raccolta differenziata, che era atto dovuto, secondo il sistema porta a porta che gli ambientalisti, oggi sostenitori della lista «Ora – occorre reagire adesso», avevano indicato da diversi anni. «Con la scusa della raccolta differenziata – spiega Medici – l’amministrazione uscente ha imposto l’aumento del 72% della Tassa Rifiuti assolutamente ingiustificata come dimostrato con il dossier presentato dalle associazioni Palazzo di città, Codacons, Altrabenevento ed il sindacato Flaica Cub (che oggi sostengono la lista civile ORA), al quale Fausto Pepe non ha mai risposto. Tra le voci misteriose inserite nel calcolo della Tarsu dal Comune, vi era la spesa per lo smaltimento dei rifiuti dalla discarica di Piano Borea lievitato da 1,8 milioni a 4 milioni di euro per motivi che l’amministrazione uscente non ha voluto spiegare. Oggi quell’impianto è rimasto privo di ogni controllo perché i lavoratori dei Consorzi, adibiti a questa funzione, sono stati posti illegittimamente in Cassa Integrazione (poi annullata dal Giudice del Lavoro). Fino al 2009 gli stipendi sono stati pagati dalla Regione ma da gennaio a luglio del 2010 sono a carico degli enti consorziati. Il Comune di Benevento deve corrispondere, quindi, 500 mila euro per gli stipendi di lavoratori che non ha voluto utilizzare perché la sua azienda speciale, l’Asia, ha preferito pagare altri 580.000 euro per utilizzare i lavoratori interinali». «Il Comune di Benevento – ha concluso Medici – pertanto, è responsabile della grave situazione dei lavoratori che da 9 mesi sono privi di ogni risorsa economica, nonostante ci siano tutti i presupposti di fatto per l’impiego del personale, ed è responsabile del danno alle casse comunali che poi pretende di coprire aumentando la tassa». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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