4 Giugno 2020

GLI ABBONATI IL PATRIMONIO DA SALVARE

di Pietro Guadagno MILANO Un esercito di oltre 350.000 persone. Sono gli abbonati della nostra Serie A. Anche loro, evidentemente, non possono che essere felici per la ripresa del campionato: dimostrano la loro passione prenotando in anticipo un posto allo stadio per tutte le partite casalinghe della loro squadra. E il denaro che spendono, peraltro, è davvero fondamentale per il sistema perché non solo garantisce ai club ricavi che fanno fatturato, ma anche liquidità durante l’ estate, ovvero quando impazza il calciomercato. E allora si può ben comprendere come il calcio a porte chiuse penalizzi soprattutto loro, visto che hanno già pagato per assistere dal vivo ad uno spettacolo che, come tutti gli altri tifosi, invece potranno vedere solo alla televisione. CLAUSOLA. Beh, ma verranno risarciti: è l’ automatica considerazione. E invece non è così, non c’ è nulla di scontato o garantito. Almeno metà delle squadre della nostra Serie A, infatti, ha inserito nell’ abbonamento clausole secondo cui, qualsiasi cosa accada, non esiste un diritto al risarcimento. Insomma, buona parte di quel denaro, che per molti è valso un importante sacrificio, potrebbe andare perduto. In realtà, quasi tutte le società stanno valutando il da farsi. Anche perché, per lo meno dal punto di vista dell’ immagine, abbandonare tanti tifosi a loro stessi potrebbe avere ripercussioni. Le associazioni dei consumatori hanno già sottolineato la questione non escludendo inziative. Sul sito Codacons.it esiste un numero di telefono a cui rivolgersi. Il problema è che la crisi ha provocato perdite importanti e ritrovarsi a dover risarcire un terzo degli abbonamenti non farebbe altro che aumentarle. Basti pensare all’ Inter, che ha venduto circa 41.000 tessere, prima in Serie A in questa speciale classifi ca. VOUCHER. E allora, più che un semplice rimborso, diversi club stanno studiando percorsi alternativi. Quali? Al momento, si par la di voucher, sconti o prelazioni. In sostanza, all’ abbonato non verrebbero restituiti i soldi, ma gli verrebbe consegnato un buono pari all’ importo delle partite saltate da utilizzare, magari, per la tessera della prossima stagione, avendo, inoltre, la precedenza rispetto agli altri. Già, ma se anche il prossimo campionato do vesse partire a porte chiuse? E’ chiaro che non sarebbe possibile vendere abbonamenti. Significa che quel voucher potrebbe essere utilizzato, magari, soltanto per la stagione 2021/22. Oppure che diventi una sorta di buono a scalare per biglietti di singole partite, nel momento in cui gli stadi dovesse riaprire, oppu re per merchandising del club. SORTEGGI O TURNI. Insomma, se gli spalti tornassero a ripopolarsi, almeno parzialmente, già in questa stagione sarebbe un bel vantaggio per le squadre. Non solo, infatti, tornerebbe a contare in qualche misura il fattore campo, ma ci sarebbe il modo per andare incon.

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