22 Maggio 2012

GIUSTIZIA: IL MINISTRO CANCELLIERI VUOLE A TUTTI I COSTI I BRACCIALETTI ELETTRONICI PER I CARCERATI CHE NESSUN GIUDICE VUOLE USARE

GIUSTIZIA: IL MINISTRO CANCELLIERI VUOLE A TUTTI I COSTI  I BRACCIALETTI
ELETTRONICI PER I CARCERATI CHE NESSUN GIUDICE VUOLE USARE

IN OLTRE 20 PAGINE LA DIFESA A SPADA TRATTA DELL’ENNESIMO SPRECO ITALIANO

DOPODOMANI IL TAR DECIDE SUL RICORSO DEL CODACONS CHE CHIEDE DI SOSPENDERE LA DELIBERA DI ACQUISTO

Dopodomani la I sez. Ter del Tar del Lazio deciderà sul ricorso promosso dal Codacons contro il Ministero dell’Interno e quello dell’Economia, relativo alla fornitura di braccialetti elettronici per i detenuti.
In particolare l’associazione chiedeva ai giudici del Tar di sospendere il provvedimento dei due dicasteri con il quale veniva prorogata la convenzione stipulata con Telecom Italia nel 2001, relativa alla fornitura di braccialetti per il controllo a distanza dei detenuti sottoposti a regime di arresti domiciliari. Provvedimento che comporta una nuova spesa a carico dello Stato pari a 100 milioni di euro.
Per l’associazione l’acquisto di ulteriori 2.000 braccialetti elettronici, che i giudici di tutta Italia hanno dimostrato di non voler utilizzare, rappresenta un immane spreco di soldi pubblici, in un periodo di crisi che al contrario dovrebbe vedere lo Stato impegnato in prima linea sul fronte dell’economicità e del risparmio. Tanto più se si considera che per l’aggiudicazione dell’appalto non è stata svolta alcuna gara pubblica, nonostante l’elevato costo della fornitura.
In oltre 20 pagine di memoria difensiva depositate al Tar il Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, attraverso l’Avvocatura di Stato, difende a spada tratta la nuova fornitura, sostenendo come la misura dei braccialetti sia prevista dal Codice di Procedura Penale, e come per il provvedimento in questione si applichi la normativa che consente di procedere senza pubblicazione del bando di gara. Memoria che arriva a difendere il provvedimento nonostante riconosca che a fronte del “limitato uso che viene fatto di tale strumento da parte dell’Autorità Giudiziaria l’acquisto possa rivelarsi antieconomico o comunque eccessivamente costoso rispetto ai benefici che la collettività ne può trarre”.

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