30 Agosto 2010

GIUSTIZIA: I CITTADINI VOGLIONO PROCESSI BREVI!!!

    CODACONS: IN POLITICA NESSUNO SI PREOCCUPA DEI DIRITTI DEI COMUNI MORTALI LESI DA PROCESSI LUNGHI DECENNI, SONO TUTTI A DIFESA DI UN SOLO PROCESSO…QUELLO  CHE RIGUARDA IL PREMIER ESCLUDERE I PROCESSI CHE RIGUARDANO LE MASSIME CARICHE DELLO STATO DALLA PRESCRIZIONE

    SILVIO BERLUSCONO ESCLUDA IL PROPRIO PROCESSO DALLA LEGGE SUL PROCESSO BREVE
    I MAGISTRATI NON INTERFERISCANO PERÒ CON L’AZIONE DI GOVERNO; PERCHÉ NON SI INDAGA SUL COMPORTAMENTO OSTRUZIONISTICO DEL DOTT. LUCA PALAMARA?

    Quest’estate, che sarà ricordata politicamente come una delle più delicate della seconda repubblica, sta, per fortuna o purtroppo, volgendo al termine e tra le priorità delle Camere alla ripresa dell’attività istituzionale c’è sicuramente la legge sul c.d. processo breve.
    Per il Codacons ben venga un testo di legge in grado di garantire un processo breve che dia risposte certe ai cittadini sui loro diritti in tempi ragionevoli (che ne assicuri, perciò, “la ragionevole durata”, come prescrive l’art.111 della Costituzione) da qualsiasi parte politica arrivi la proposta.
    Una causa civile, infatti, oggi dura anche 40 anni!! Ed una penale anche 20 e per lo più finisce per far prescrivere i reati senza che il Magistrato che ha sbagliato o tenuto nel cassetto il fascicolo sia mai punito. Solo lo Stato ormai paga milioni di euro di risarcimento per durata irragionevole dei processi come previsto dalla legge Pinto.
    Dopo anni in cui l’attenzione di tutta la politica, maggioranza e opposizioni, a livello giudiziario, è stata concentrata sui procedimenti a carico dell’attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarebbe una novità importante che ci si preoccupasse di accorciare la durata dei procedimenti nell’interesse dei comuni mortali che non godono di alcun tipo di immunità.
    Oggi ci si oppone a una norma che potrebbe ridare dignità all’intero sistema giudiziario, che è agli ultimi posti in Europa per rapidità, additandola addirittura come un’amnistia, ma quei politici che non vogliono votarla, ricorda il Codacons, – compresi i gruppi parlamentari dell’Italia dei Valori – sono gli stessi che hanno votato negli ultimi anni vere amnistie senza batter ciglio.
    Il Codacons si augura che il progetto di legge venga approvato, ma chiede anche un segnale forte ai politici in tema di giustizia: il Presidente del Consiglio escluda il proprio processo da questa norma e le cinque più alte cariche dello Stato abbiano il coraggio di rinunciare anche alle prescrizione per i procedimenti a loro carico.
    Quanto alla magistratura, il Codacons segnala come troppo spesso questa interferisca con l’azione di governo adottando misure di protesta improprie, ma soprattutto si chiede come mai nessun procuratore della Repubblica abbia avviato un’azione contro il dott. Luca Palamara, attuale Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che continua a impedire – sia pure con opposizioni verbali e proteste che un corpo di servitori dello Stato, come dovrebbe essere la Magistratura, dovrebbe evitare – al governo di modificare qualsiasi cosa all’interno di un’organizzazione che vede i magistrati destinatari di stipendi al massimo livello dello Stato (da 7.000 a 10.000 euro al mese) a fronte di un tetto ore di lavoro minimo che alle 14.00 di ogni giorno fa trovare deserti tutti gli uffici giudiziari e introvabile qualsiasi Magistrato.
     

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