21 Aprile 2010

GIUSTIZIA: ALFANO, NO EMENDAMENTI GOVERNO A RIFORMA FORENSE

CODACONS: LA LOBBY DEGLI AVVOCATI RIPRISTINA TARIFFE MINIME  
 
DANNEGGIATI CONSUMATORI, POVERI E GIOVANI AVVOCATI

 
Il Governo ha deciso di non emendare il ddl sulla riforma forense in discussione al Senato. Per il Codacons si tratta di un brutto segnale, che si spera non precluda la possibilità di emendamenti parlamentari, anche da parte della maggioranza.
Per l’associazione di consumatori, infatti, il ripristino delle tariffe obbligatorie minime ed il fatto che si possa concordare un premio in caso di vittoria solo in aggiunta all’onorario calcolato sulla base del tariffario, è una vittoria della casta degli avvocati presenti in Parlamento che sono riusciti a ripristinare i privilegi aboliti dalle lenzuolate Bersani. Una riforma corporativa che contrasta con le indicazioni fatte in questi anni dall’Autorità Antitrust e recepite dal Governo precedente.
Occorreva invece poter pattuire, senza alcun vincolo, compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, ossia la possibilità di parcelle negoziabili tra le parti e legate al raggiungimento del risultato. 
Si tratta di modifiche che vanno a danneggiare i consumatori, specie i più poveri e quelli che devono intraprendere piccole cause bagatellari, ma anche i giovani avvocati ai quali bisogna consentire di raggiungere gli stessi risultati ed obiettivi che avvocati, che svolgono da tempo la professione, hanno già conseguito. Inoltre chi mai farà causa anticipando le spese se viene tolto il patto di quota lite, ossia la possibilità di pattuire il pagamento dell’onorario solo in caso di vittoria?
La verità è che questa maggioranza si è riempita la bocca con la parola libero mercato, ma poi non solo non ha una preso nemmeno una misura di liberalizzazione del mercato, ma sta addirittura eliminando quelle poche ed insufficienti disposizioni che erano state introdotte nella precedente legislatura.
 

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