22 Aprile 2016

«Giunta e tecnici: ridate tre milioni»

«Giunta e tecnici: ridate tre milioni»
paratie la corte dei conti
chiude l’ attività di inchiesta sul lungolago e sull’ accordo bonario
con sacaim ferro rischia di dover risarcire 1,6 milioni, viola 900mila
euro. sindaco e assessori 40mila euro a testa

Dopo sei anni di indagini la Procura regionale presso la Corte dei Conti di Milano ha recapitato ieri mattina in Comune dieci cosiddetti “inviti a dedurre”, indirizzati personalmente agli ingegneri Antonio Vito Ferro e Antonio Viola, al sindaco Mario Lucini e ai componenti della sua giunta, ivi compresa la “dimissionata” Gisella Introzzi(escluso, invece, l’ attuale assessore al Bilancio Paolo Frisoni). Si tratta di una comunicazione che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio, equiparabile all’ avviso di conclusione delle indagini preliminari nella giustizia penale. La procura erariale vuole che tecnici e assessori risarciscano, di tasca propria, la bellezza di euro 2.932.090,99, il corrispettivo del denaro a suo tempo versato a Sacaim in seguito all’ accordo “bonario” raggiunto sul conto da 7 milioni che l’ azienda veneziana pretendeva all’ epoca della sospensione dei lavori. Gli avvisi – 35 pagine l’ uno, firmati dal procuratore generale Antonio Caruso, dal suo vice Michele Scarpa e dal sostituto Fabrizio Cerioni – sono stati consegnati a Palazzo Cernezzi da personale della guardia di finanza, e sono comprensivi di un piano di riparto proporzionale. Il piano di riparto proporzionale Quelli cui è andata peggio – benché all’ epoca l’ accordo bonario fosse stato raggiunto e perfezionato dopo avere collezionato fior di pareri tecnici e legali per tutelarsi proprio dal rischio che capitasse qualcosa del genere – sono i due ingegneri Ferro e Viola. A Ferro (in veste di responsabile del procedimento), la magistratura contabile chiede un milione e 600mila euro; 932mila la richiesta a Viola (ex direttore lavori) e 400mila alla giunta, da dividere tra ciascun componente, sindaco compreso, nella misura di 50mila euro a testa. Gli esposti del 2010 Oltre a Lucini e a Gisella Introzzi, l’ avviso è stato quindi recapitato a Silvia Magni, Luigi Cavadini, Bruno Magatti, Daniela Gerosa, Lorenzo Spallino e Marcello Iantorno, con il paradosso che fu proprio Iantorno, nel 2010, il primo firmatario dell’ esposto da cui prese il via l’ indagine, poi controfirmato dall’ allora consigliere di minoranza Lucini e da altri 2.300 comaschi. Lo si legge anche nel testo dell’ invito a dedurre che ricorda i «vari esposti presentati dal consigliere comunale avvocato Marcello Iantorno, dal Codacons e dall’ associazione civile nazionale “Caino non tocchi mai più Abele”», attraverso i quali «venivano denunciati i costi di costruzione e abbattimento del muro sul lungolago». «Avrei preferito maggiore tempestività – commenta ora Iantorno – All’ epoca si chiedeva un accertamento sulla situazione del “dopo muro”… Ricordo che per primo mi mossi nel tentativo di stabilire un contatto con la magistratura erariale. Volevo capire che fine avesse fatto quel nostro esposto. Oggi mi piace ribadire che legalità e correttezza orientano da sempre l’ attività di questa amministrazione». Per concludere: i convenuti hanno 30 giorni di tempo per difendersi e chiarire la loro posizione. Poi la Procura potrà chiedere il processo per tutti. Ieri sera in consiglio il sindaco ha detto: «L’ accordo bonario è stato chiuso ad aprile 2012 e liquidato a dicembre 2013. Ci attiveremo per dedurre».
stefano ferrari
 

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