22 Luglio 2016

Giungla saldi, allarme raggiri

Giungla saldi, allarme raggiri

I RISCHI MACERATA Saldi, offerte per tutti i gusti: è il momento perfetto per fare acquisti e rinnovare il guardaroba. Da alcune settimane nei negozi è scattata la caccia alle super occasioni e nella stragrande maggioranza dei casi i commercianti della provincia di Macerata hanno fatto le cose a regola d’ arte, rispettando le leggi e proponendo sconti imperdibili. Ma purtroppo qualche furbetto non manca. A dimostrarlo le diverse segnalazioni arrivate alla Federconsumatori, che sta monitorando con attenzione il fenomeno. «Il rischio principale rivela la presidente provinciale Cristiana Tullio è che i prodotti venduti a saldo non siano di fine stagione ma delle stagioni passate. La merce di magazzino non può essere mescolata con i prodotti in saldo ma dovrà essere venduta separatamente. E poi ci è stato segnalato che alcuni commercianti hanno rifiutato il cambio di merce in svendita seppur difettata». La presidente Tullio tiene a sottolineare che in provincia di Macerata il quadro generale è positivo, a dimostrazione dell’ onestà e dell’ affidabilità della categoria. Ma come detto, qualcuno che prova a piazzare qualche trappola c’ è. Ed è proprio questa minoranza a finire nel mirino della Federconsumatori. L’ allarme «Finti saldi, prezzi gonfiati e vecchi scarti di magazzino venduti come nuove collezioni, meglio fare attenzione prosegue Tullio . Alcuni nostri associati si sono resi conto di essere stati beffati e ci hanno contattato. Per non correre rischi bisogna tenere bene in mente alcune semplici regole». Le associazioni di difesa dei consumatori (la stessa Federconsumatori, l’ Adoc, l’ Adusbef e il Codacons) anche quest’ anno hanno diffuso dei decaloghi per non incappare in truffe e finte promozioni. Tre regole su tutte: verificare i prezzi prima dell’ avvio delle promozioni; diffidare degli sconti eccessivi; conservare comunque gli scontrini. Non bisogna mai fermarsi alla prima vetrina – si legge nel decalogo di Federconsumatori e Adusbef , meglio girare più negozi, confrontare i prezzi e, in ogni caso, orientarsi verso beni o prodotti che servono veramente. Diffidare inoltre dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non consentono di vedere la merce) o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%. I prodotti venduti a saldo devono essere di fine stagione e non di quelle passate. «Durante i saldi ho il diritto di acquistare a prezzi scontati prodotti di fine stagione – sottolinea Tullio -. Il discorso è diverso se si fa shopping negli outlet. Si tratta di negozi che propongono, a prezzi estremamente convenienti, prodotti ottenuti da rimanenze dell’ anno o della stagione precedente, oppure prodotti che presentano piccoli difetti di fabbricazione e che quindi non possono essere venduti nei normali canali di distribuzione». Le differenze Bisogna fare attenzione alla differenza tra outlet e spacci aziendali. Quest’ ultimi – come viene spiegato sul sito SpacciOutlet.it – propongono generalmente alla loro clientela prodotti di prima scelta. La convenienza sta nel fatto che l’ azienda produttrice gestisce da sola ed in autonomia il punto vendita. Non essendoci quindi intermediari (distributori e negozianti in primis) non ci sono molti ricarichi e la merce può essere proposta a prezzi di fabbrica. Lo svantaggio dello shopping negli spacci aziendali sta nel fatto che solitamente la scelta non è molto vasta. Si tratta infatti di negozi generalmente mono marca o comunque con un numero ristretto di brand. Altra cosa ancora sono le Stock House, generalmente gestite da imprenditori privati, non necessariamente legati alle aziende produttrici, che acquistano a basso prezzo grossi stock di merce (a volte rimanenze di magazzino, collezioni degli anni passati o merce venduta in seguito a fallimenti) a prezzi scontati e che possono proporre a prezzi ribassati. Insomma, il mondo del commercio è molto vario e per orientarsi al meglio bisogna conoscerlo. Il periodo dei saldi resta quello più atteso. E tornando ai consigli per non correre rischi, le associazioni dei consumatori invitano a presentare la massima attenzione. Occhio al cartellino: su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente ed in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto. Non esiste l’ obbligo di far provare i capi, ciò è a discrezione del negoziante. Diffidare comunque di capi di abbigliamento che si possono solo guardare. I commercianti in possesso del Pos hanno l’ obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat. Conservare lo scontrino quale prova di acquisto. Sarà prezioso in caso di merce fallata o non conforme’, in quanto obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso. Daniel Fermanelli [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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