3 Settembre 2011

Giulia Buongiorno: ora la verità sulla tbc all’ ospedale Gemelli

ROMA. Tra i bimbi nati al policlinico Gemelli da inizio anno ad oggi, e quindi sottoposti a controllo in seguito al caso dell’ infermiera malata di tubercolosi, c’ era anche il figlio dell’ avvocato Giulia Bongiorno, risultato negativo ai test. Ian è nato il 22 gennaio ed è rientrato nell’ ultima tornata dei neonati sottoposti a monitoraggio dalla Regione Lazio, che inizialmente aveva escluso i test per i nati in quel mese. «Ascoltando le notizie come tutti, ad agosto – afferma la Bongiorno in un’ intervista – ho avuto la sensazione si trattasse di episodi isolati, di una situazione sotto controllo. Dicevano: niente allarmismi». Nonostante tutto l’ avvocato decise di chiamare il Gemelli, per essere tranquillizzata sulla situazione del figlio: «Mi è stato detto: non si deve preoccupare, suo figlio è nato a gennaio e lei non può rientrare nelle indagini di approfondimento perché l’ infermiera ha cominciato a lavorare dopo febbraio». «Non sono arrabbiata, sono sconcertata», prosegue la Bongiorno che, insieme con altre sei coppie di genitori, sta guidando una class action. E mentre il Gemelli dice di «non aver mai mentito ai genitori» e il Codacons denuncia che è stato trovato positivo ai test anche un bimbo nato il 27 luglio, quindi dopo l’ allontanamento dell’ infermiera, intanto arriva la notizia che entro 15 giorni la Regione Lazio dovrà depositare al Tar tutti gli atti relativi all’ inchiesta.
 
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